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Oratorio di Nostra Donna, Museo della Misericordia, San Giacomo e San Pietro

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ORATORIO DI NOSTRA DONNA

L’oratorio di Nostra Donna, capolavoro del Barocco Pontremolese è stato progettato e realizzato dall’architetto Giovan Battista Natali tra il 1732 e il 1738.
La velocità con e la coerenza con cui i lavori sono portati a termine permette all’edificio di essere fortemente unitario e di rispondere ancora oggi sostanzialmente al progetto originale.
Nel 1732 la Confraternita di Nostra Donna affida a Giovanni Battista Natali la ricostruzione della precedente chiesa gravemente danneggiato a causa di una piena del fiume Magra. Il nuovo edificio, progettato e portato a termine in un breve giro di anni, è caratterizzato da una pianta centrale ottagonale-ellittica e da forme slanciate e mosse, in stretto rapporto con la imponente torre medievale di Castelnuovo che sorge proprio al suo fianco.
La decorazione interna dell’oratorio è affidata allo stesso Natali affiancato dal padre Francesco e da Sebastiano Galeotti: mentre i Natali si occupano della quadratura, cioè la decorazione pittorica che simula partizioni architettoniche su volte e pareti, il Galeotti affresca sulle pareti stesse e sulla volta otto elegantissimi angeli, tre scene bibliche, profeti e sibille.
Tutte le figure dipinte all’interno della chiesa, così come le sei grandi statue di profeti in legno stuccato e dipinto, sono parte organica di un progetto iconografico studiato e coerente, legato alla figura di Maria, vero fulcro ideale di tutto l’oratorio.

MUSEO DELLA MISERICORDIA 
Il Museo della Confraternita della Venerabile Misericordia, diviso in tre sezioni, è stato inaugurato nella primavera del 2010.
Conserva ed espone al pubblico testimonianze storiche, oggetti e paramenti liturgici, oltre ad interessanti mezzi per il trasporto dei malati e dei defunti dei secoli XIX e XX.
La Misericordia di Pontremoli, fondata nel 1262 sotto la protezione di San Giovanni Decollato; nei secoli XV e XVI la Confraternita, allora detta di San Lorenzo, si occupava dell’assistenza e del seppellimento dei condannati a morte (che allora venivano impiccati).
Nel 700 la confraternita ha più di 700 membri, e si occupa di numerosissime opere pie. Pietro Leopoldo sopprime la Confratenita nel 1785 e fa stilare un inventario dei beni della Confraternita. Ripristinata nel 1791, la Misericordia prende sede nella chiesa di San Giacomo del Campo. Dai primi dell’800 comincia a occuparsi stabilmente del trasporto dei malati all’ospedale cittadino. Nel 1856 la Compagnia viene rifondata da 143 confratelli con compiti di beneficienza, carità, trasporto degli ammalati e dei defunti. Ancora oggi in accordo con la tradizione, i confratelli indossano il costume storico, tutto nero, con il cappuccio nero detto “buffa” che simboleggia la carità cristiana, la quale non ha volto. La buffa si indossa solo all’interno del centro storico, mentre viene tolta al di fuori delle antiche mura cittadine.

SAN GIACOMO D’ALTOPASCIO 
La tradizione vuole che la chiesa attuale sia stata costruita nel luogo in cui, nel medioevo, era un antico ospedale legato all’ordine dei cavalieri del Tau di Altopascio, utilizzato per l’assistenza e l’ospitalità verso i pellegrini che viaggiavano lungo la via Francigena.
Nel 1508 l’ospedale è attestato fra i beni dei cavalieri di San Giacomo d’Altopascio, i quali lo trasformano in un convento di clausura di monache Agostiniane così che la chiesa viene ristrutturata e riconsacrata nel 1641.
Nel 1785 il convento viene soppresso e trasformato in una scuola femminile dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo.
A lungo abbandonata, è stata restaurata tra il 1996 e il 1998 e riaperta al culto. I restauri sono stati completati nel 2010 con il ripristino della facciata nelle forme settecentesche. L’interno mantiene i segni della precedente destinazione monastica ed è ancora oggi diviso in due parti dalla parete dell’altare maggiore, che fungeva anticamente da diaframma tra la parte della chiesa riservata alle monache e quella utilizzata dagli altri fedeli.
La parete di fondo, affrescata in quadratura dal Antonio Contestabili, è occupata da un grande altare marmoreo con al centro la tela dell’Assunzione di Giuseppe Bottani.

SAN PIETRO E IL LABIRINTO
La chiesa di San Pietro si trova all’estremità meridionale del borgo di Pontremoli.
Fu edificata ex-novo nel luogo dove sorgeva l’antica prioria benedettina di S. Pietro de Conflentu , poi sede estiva del Vescovo di Bugnato, e distrutta nel 1944 dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
All’interno della chiesa è conservato il celebre labirinto, simbolo del pellegrinaggio medievale e allegoria della vita come tortuoso itinerario alla ricerca della Verità. Il labirinto di San Pietro, scolpito probabilmente nel XII secolo su una lastra in arenaria che doveva essere ben visibile a quanti percorrevano la via Francigena. Nonostante la superficie scultorea sia molto rovinata è possibile osservare il labirinto formato da undici cerchi concentrici sovrastati da due figure a cavallo affrontate: al centro del labirinto è il cristogramma IHS, mentre nella parte bassa della lastra compare l’iscrizione “sic currite ut comprehendatis” (Corinzi 9,24).

Le visite si svolgono su prenotazione fino ad un massimo di 25 persone per gruppo. info: 393.7617888 

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