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Via Francigena in Bici – Tappa 3

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Proseguiamo il racconto regolare, attraverso la penna di Luca Bosetti, tutti i lunedì, del viaggio a tappe di quattro amici, Luca, Laura, Guido, Maria Elena, lombardi che  da Pontremoli sono partiti questa estate in bicicletta alla scoperta della Via Francigena. Un Viaggio nel cuore dell’Italia più vera  ma anche un Viaggio dentro se stessi. Una di quelle esperienze che rendono uniche le amicizie.

Dopo la Tappa 1: Pontremoli – La Spezia (piccola deviazione rispetto al tracciato della via Francigena), e la  tappa 2: La Spezia – Lucca, ecco la terza tappa Lucca – Gambassi Terme.  Seguiranno poi Gambassi Terme – Siena, Siena -San Quirico d’Orcia, San Quirico d’Orcia – Bolsena, Bolsena – Viterbo, Viterbo – La Storta, La Storta – Roma.

Mercoledì 2 settembre: Lucca – Gambassi terme 73km, tot 252 km

Giriamo un pochino per la città di Lucca alla mattina, per vedere i monumenti con la luce e aspettare l’apertura del Duomo: è a pagamento e si può vedere bene attraverso la porta di ingresso, quindi preferiamo vederlo così per poi ripartire subito. Immancabile è il giro in bicicletta sulle mura e i bastioni che sono una delle cose più caratteristiche e ben tenute insieme a parecchie chiese e all’anfiteatro. Salutata l’inglese proseguiamo verso est in direzione di Altopascio. Qui la strada è segnalata molto bene anche se dobbiamo seguire le indicazioni per quelli a piedi. Ci sono dei pezzi sterrati ma non troppo difficili. Altopascio è una cittadina molto bella dove ci sono tre o quattro piazze comunicanti una con l’altra molto interessanti. Da qui riprendiamo lungo seguendo la via Francigena a piedi: la parte di sterrato adesso è molto impegnativa con salite e discese che richiedono una certa maestria nel riuscire a stare in piedi. Nonostante questo, il panorama circostante è decisamente più bello. Proseguendo quindi per Fucecchio in discesa e poi per San Miniato con l’ultimo pezzo in salita, arriviamo per pranzo.

Dopo una salita ripidissima per arrivare a San Miniato alto ci accorgiamo che la città non è altro che edifici medioevali o rinascimentali e non ci sono negozietti deve comprare il cibo o qualcosa del genere. Nonostante questo la città è molto bella e anzi il paese è in una posizione dominante su tutta la valle. Da qui riprendiamo la strada per Castelfiorentino, ma è una strada che sta sempre in cima a delle colline, quindi con salite e discese decisamente ripide. Decidiamo di non seguire la via Francigena, perché sarebbero tutte strade sterrate lunghe e impegnative, quindi preferiamo scendere per poi fare la salita tutto in una volta sola. Il panorama inizia a essere quello classico della Toscana con grandi viali con i cipressi per delimitare le proprietà in cima alle colline. Castelfiorentino è un paese di passaggio, dove ci fermiamo solo per rifocillarci prima della salita.

La salita verso Gambassi è da subito ripida e impegnativa, ma sappiamo che in cima ci aspetta un bell’ostello e la fine delle fatiche della giornata. I paesaggi sono già i tipici e il caldo si fa abbastanza sentire. L’ostello Sigerico si trova all’abbazia di Madonna a Isola appena prima di Gambassi, in una posizione fantastica. L’ostello è integrato nell’abbazia e la struttura è stata molto recentemente restaurata: il personale è di una gentilezza sconcertante, e oltre all’alloggio decidiamo di stare anche la sera a mangiare. Ci rilassiamo un attimo insieme a tanti altri pellegrini (16) che è la prima volta che incontriamo. Abbiamo lasciato il nostro isolamento, siamo contenti di vedere altre gente che fa il nostro stesso percorso.

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