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Viaggio alla scoperta della Flora delle Alpi Apuane

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Le Alpi Apuane hanno da sempre suscitato l’interesse dei botanici in virtù del loro ingente patrimonio floristico, ricco di entità endemiche e di specie con significato relittuale, anche se questa non è l’unica peculiarità di un così affascinante gruppo montuoso.
Il motivo di tanta ricchezza floristica sta nel fatto che su di un’area pur di estensione relativamente modesta è ospitato un complesso e diversificato mosaico di ambienti, sia per la posizione geografica della catena, situata in una zona di passaggio tra l’Europa continentale e quella mediterranea, sia per l’articolata morfologia dei rilievi.
Questi si ergono repentinamente dalla piana costiera, favorendo la presenza di biotopi nei quali, anche a brevi distanze, le caratteristiche ambientali possono essere assai diverse, in risposta alle differenti condizioni di altitudine, esposizione e substrato geologico. Si passa così rapidamente da habitat tipicamente mediterranei ad altri freschi, umidi e ombrosi che ricordano il clima delle coste oceaniche, o ad altri ancora più rigidi e continentali simili a quelli dei più elevati rilievi alpini.
Ognuno ti tali habitat ospita piante adattate alle condizioni ambientali che lo definiscono e questo contribuisce a determinare la grande ricchezza floristica del territorio, tanto che le Alpi Apuane sono considerate un “hot spot” di biodiversità.
La flora che oggi vive sulle Apuane e che allieta il cammino degli escursionisti con la sorprendente varietà di forme e colori, racconta una lunga storia di eventi geologici, climatici e biologici, che nel corso di milioni di anni hanno plasmato il territorio.
Molte specie vegetali sono giunte a popolare queste montagne dalle regioni dell’Asia Minore, dall’Europa Settentrionale, dalle Alpi o dalle coste atlantiche, molto spesso evolvendosi nel corso del lungo viaggio, dando così origine a nuove specie, differenziatesi dalle progenitrici. La storia del popolamento biologico del territorio è iniziata con l’origine del territorio stesso, e si è evoluta parallelamente ad esso.
La conoscenza di questo lungo e straordinario cammino, però, dovrebbe rendere consapevoli del grande valore delle Alpi Apuane, del loro rilevante popolamento floristico e dell’assoluta necessità della loro conservazione, per la quale è stato istituito il Parco Regionale delle Alpi Apuane.
La biodiversità apuana assume oggi un significato culturale, oltre che naturalistico ed economico; malgrado ciò le piante che ammiriamo sulle nostre montagne sono oggi silenziose ed inermi testimoni di rapide e devastanti trasformazioni prodotte per mano dell’uomo, con attività industriali che hanno un pesante impatto sui delicati equilibri ambientali e che consumano il territorio sconvolgendo interi versanti.Dopo secoli di studi e di ricerche ancora oggi, con immutato interesse, gli studiosi rivolgono la loro attenzione alle Alpi Apuane, ne approfondiscono la conoscenza e soprattutto sottolineano l’urgenza di efficaci misure di conservazione volte alla salvaguardia dell’inestimabile patrimonio ambientale apuano.

“Alle origini della Flora”, Maria Ansaldi

Andrea Ribolini ci racconterà delle Alpi Apuane e la loro incredibile ricchezza botanica Sabato 4 Marzo alle ore 17 presso il Centro Didattico di Sorano, Filattiera, sarà una fantastica occasione per saperne di più in previsione della Primavera per poi scoprire “sul campo” la meraviglia raccontata.

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Andrea Ribolini, nato a Carrara il 28/04/1989
Dottore in Scienze Forestali e Ambientali (laurea magistrale conseguita nel 2016 presso presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino). Dal 2013, con l’Associazione “Aquilegia” Natura e Paesaggio Apuano ONLUS (fondata da Maria Ansaldi prima della sua prematura scomparsa), contribuisco a valorizzare e promuovere lo sviluppo dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane “Pellegrini-Ansaldi” al Pian della Fioba (MS), istituito nel 1966 con finalità di conservare e far conoscere l’ingente patrimonio floristico apuano; l’Orto Botanico del Pian della Fioba rientra nella Rete degli Orti Botanici Montani della Toscana, di cui fanno parte anche il Centro per la Biodiversità “I Frignoli”, il Giardino Botanico “Maria Ansaldi” alla Pania di Corfino e l’Orto Botanico Forestale di Abetone, i quali collaborano con le università di Pisa, Firenze e Siena.In qualità di GAE – Guida Ambientale Escursionistica, dal 2015 collaboro con la Cooperativa AlterEco l’Associazione Legambiente Lunigiana, di cui sono socio.
Globularia incanescens su marmo - Endemica e  simbolo Orto Botanico delle Alpi Apuane (1)
Globularia incanescens su marmo – Endemica e simbolo Orto Botanico delle Alpi Apuane
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