Di seguito maggiori informazioni sui palazzi e le chiese visitabili nell'edizione 2007 di Pontremoli da scoprire.
Scarica la mappa della IV Edizione di Chiese e Palazzi Aperti.
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La chiesa di San Giacomo D'Altopascio Questa costruzione fu eretta nel 1508 sul luogo dove nel Medioevo sorgeva un antico ospedale, l'hospitale dei Cavalieri del Tau d'Altopascio, e divenne un Monastero per monache agostiniane di clausura. Nel 1785, diventò Conservatorio femminile. Attualmente è sede dell'istituto tecnico. La chiesa attuale, consacrata nel 1641, conserva, sull'altare maggiore, la pala di G. Bottani raffigurante l' Ascensione di Nostro Signore , mentre agli altari laterali, l'affresco della Madonna del Perpetuo Soccorso e una tela della Madonna con Bambino e Santi di scuola senese. Gli affreschi a quadratura sono opera di A. Contestabili. Chiesa Oratorio di Nostra Donna Eretto, su progetto di G.B. Natali, sulle fondamenta del cinquecentesco Oratorio di S. Maria del Ponte distrutto, nel 1732, da una piena del fiume Magra. Terminato nel 1738 è caratterizzato da pianta ellittica e risulta il frutto più bello del
Barocco pontremolese. All'interno si è affascinati dalle quadrature di G.B. Natali e del padre Francesco che morì durante i lavori, dagli affreschi di Sebastiano Galeotti, dai quattro altari impreziositi da quadri settecenteschi, tra cui l' Immacolata e il S. Carlo Borromeo di A. Gherardini, nonché dall'altare maggiore in marmo bianco di Carrara sovrastato da una nicchia al cui interno è posta la statua della Beata Vergine vestita in abiti settecenteschi.
Palazzo Dosi (oggi Magnavacca)
Palazzo Dosi fu progettato da Giovan Battista Natali e ultimato nel 1748-49. L'elegante complesso segue i modelli dell'arte barocca e all'interno ospita opere dei maggiori artisti presenti in quel tempo nella città. Dal grande cortile interno, con belle colonne, si accede al primo piano mediante una imponente scala; l'ampio salone al primo piano presenta la volta affrescata dallo stesso Natali e da Giuseppe Galeotti, che rappresentarono il
Trionfo dei Dosi. Alle pareti del salone troviamo quadri di differenti dimensioni raffiguranti sette episodi mitologici. Il corredo artistico del palazzo comprende anche opere di Alessandro Gherardini (due tele raffiguranti il Miracolo di San Niccolò e l'Allegoria del Torrente Verde, nel salone dell'appartamento sul fiume; allo stesso artista è attribuita un'allegoria collocata nel salone d'ingresso) unitamente ai numerosi interventi del progettista e del Galeotti che lavorò nel palazzo in fasi alterne nel periodo 1743-49.
Biblioteca del Seminario La dotazione iniziale della biblioteca, nella quale spiccano numerose cinquecentine, è costituita dalla libreria dei Frati Minori, che lasciarono Pontremoli nel 1783. A questo fondo si aggiunsero in seguito parte dei libri del soppresso convento di S. Francesco di Fivizzano, fondo qualificante per la presenza in particolare di numerosi incunaboli e d'altre opere pregiate ed in seguito il duca di Parma Carlo III decise una donazione di ben 2231 volumi "per formare - come scrive il duca stesso - una piccola biblioteca più scolastica che altro ad uso del seminario-collegio di Pontremoli". Oggi, pur depauperata di manoscritti e libri, è ugualmente un fondo prezioso. Unico è un Ortus siccus (Erbario) della valle di Caprio, che pur portando un contributo parziale e delimitato, prende tuttavia in considerazione un aspetto particolarmente trascurato in Lunigiana, e forse in Italia. Quanti i volumi? Trenta, quarantamila? Chissa! In mancanza di un inventario completo ed aggiornato non è possibile azzardare una cifra. Quale il pregio?
Una biblioteca di conservazione ormai, qual'è quella del seminario, è importante non solo per il valore intriseco dei libri, ma per il ruolo che essi hanno avuto nel formare diverse generazioni della Lunigiana e per il ruolo che rivestono, non solo di testimonianza, nell'ambiente in cui si trovano. Vi sono tuttavia libri di un certo pregio: una ventina di incunaboli, numerisissime cinquecentine, alcune bodoniane ecc
Oratorio di Nostra DonnaNel 1732 la Confraternita di Nostra Donna affida all’architetto Giovan Battista Natali la ricostruzione dell’oratorio della Madonna del Ponte, gravemente danneggiato da una piena del fiume Magra. Il nuovo edificio, portato a termine in un breve giro di anni, è caratterizzato da una pianta centrale leggermente ellittica e da forme slanciate e mosse, che rispondono alla imponente torre medievale di Castelnuovo che sorge proprio al suo fianco. La decorazione interna dell’oratorio è affidata allo stesso Natali affiancato da Sebastiano Galeotti: mentre il primo si occupa della quadratura, cioè la decorazione pittorica che simula partizioni architettoniche sulle pareti, il secondo affresca sulle pareti stesse e sulla volta otto elegantissimi angeli, tre scene bibliche e alcuni profeti. Tutte le figure dipinte all’interno della chiesa, così come le sei grandi statue di profeti in legno stuccato e dipinto, sono parte organica di un progetto iconografico studiato e coerente, legato alla figura di Maria, vera protagonista di questo capolavoro del barocco pontremolese.
*il sabato pomeriggio l’apertura dell’Oratorio termina alle ore 18, causa funzione religiosa.
Chiesa di San FrancescoLa chiesa e il convento di S. Francesco (oggi parrocchia dei SS. Giovanni e Colombano) sorgono all’esterno del borgo medievale di Pontremoli, oltre la sponda del torrente Verde. La loro fondazione è legata allo stesso San Francesco d’Assisi che la tradizione vuole a Pontremoli verso il 1219. La chiesa medievale viene radicalmente rinnovata nella seconda metà del ‘400 e riconsacrata nel 1503. L’attuale decorazione a stucco di tutto l’interno (recentemente restaurato) è dovuta invece a tre diversi interventi che fra 1734 e 1758 trasformano radicalmente l’aspetto della chiesa. L’interno di S. Francesco racchiude una serie di opere di grande valore legate ai nomi di pittori come il Cignaroli, il Nuvolone, il Bottani. Autentici capolavori possono considerarsi il bassorilievo quattrocentesco raffigurante la Madonna con Bambino attributo ad Agostino di Duccio e la Crocifissione attribuita alla bottega di Guido Reni. Significativa è anche, proprio di fronte all’ingresso della chiesa, la presenza della colonna dell’Immacolata, eretta per prima in Italia nel 1707.
*la domenica mattina l’apertura termina alle ore 11 causa funzione religiosa