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» Notizie


Sito con le notizie aggiornate sulla situazione politica e sociale in Kurdistan:
http://www.kurdish-info.eu/home.html?newlang=italian

Sito sulla campagna per Hasankeyf:
www.acquasuav.net

Sito che contiene le rassegne stampa sui gruppi di Pace Kurdi del 1999 e del 2009:
http://www.mesopotamia-ita.com/Peace_Group/Main_Pages/Man_Ita.html

Libro “Aggrapparsi alla Pace”, di Yüksel Genç:
http://www.mesopotamia-ita.com/Peace_Group/Haberler/ITA/pace/index.htm


Alcune notizie selezionate da Farfalle in cammino (per tutte le notizie e gli approfondimenti cliccate sui siti sopraelencati):

19 ottobre 2009

TURCHIA: RIBELLI CURDI SI CONSEGNANO, VIA A PACIFICAZIONE
(di Furio Morroni) (ANSAmed) - ANKARA - Trentaquattro fra militanti e simpatizzanti del fuorilegge Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) - fra cui otto combattenti, 13 donne e quattro bambini - si sono consegnati oggi alle autorita' turche dopo essere rientrati volontariamente dall'Iraq del Nord su invito del loro leader tuttora detenuto Abdullah Ocalan. Si tratta di un segnale timido, ma in realta' estremamente significativo, verso la pacificazione tra il governo di Ankara e il movimento separatista curdo che, nella sua quasi trentennale guerra tesa a creare uno Stato curdo in territorio turco, ha fatto sinora circa 40.000 morti. Un evento, come hanno scritto molti giornali di Ankara, che rappresenta ''la prima conseguenza concreta'' che fa seguito all'iniziativa di apertura democratica avviata di recente dal governo del premier Tayyip Erdogan nei confronti della minoranza curda (tra i 12 e i 15 milioni di persone) che vive soprattutto nella parte orientale del Paese. Un'iniziativa, quella di Erdogan che, se andasse in porto, contribuirebbe in modo determinante a migliorare l'immagine della Turchia nel settore dei diritti umani agli occhi dell'Unione europea cui Ankara ambisce ad aderire. I militanti curdi - denominati nel loro insieme ''Gruppo di pace'' per volere dello stesso Ocalan - sarebbero dovuti arrivare alle 12:00 locali (le 11:00 in Italia) al transito di frontiera di Habur, sul confine con l'Iraq, da un campo nella zona montagnosa di Kandil e dal campo di Makhmur. Ma un incidente stradale ha funestato il ritorno degli esuli quando un'auto del convoglio si e' scontrata con un'altra vettura provocando la morte di una persona e il ferimento di altre tre. La vittima non faceva parte del gruppo ma era andata loro incontro per salutarli. L'incidente ha ritardato di circa quattro ore l'arrivo del gruppo. I 34 hanno attraversato il confine verso le 16:00 e hanno trovato a riceverli quattro magistrati inquirenti che li hanno interrogati uno per uno prima di deciderne la sorte. E' dato per certo dalla stampa che - a parte gli otto combattenti che potrebbero essere detenuti per un breve periodo - tutti gli altri stanotte dormiranno nelle loro case. Il rientro in patria di un terzo gruppo di militanti curdi pronti a costituirsi e' previsto per mercoledi' da un non meglio precisato Paese europeo. Nel frattempo migliaia di curdi hanno manifestato in varie localita' della Turchia a sostegno del ''gruppo di pace''. Ma, nonostante il notevole segnale di distensione arrivato dal confine con l'Iraq, la polizia di Erzincan, nell'Anatolia orientale, ha effettuato oggi una vasta operazione durante la quale ha arrestato 23 studenti della locale Universita' ritenuti fiancheggiatori del Pkk. La polizia sarebbe risalita ai 23 arrestati - fra cui quattro donne - in seguito ad una soffiata secondo cui gli studenti stavano cercando di arruolarsi nelle file del Pkk. (ANSAmed).

17 ottobre 2009

KCK: "3 Gruppi per la Pace"

Presidenza del Consiglio Direttivo del KCK 16.10.200

"Nell’incontro del 9 ottobre 2009 il Presidente Abdullah Ocalan ha sottolineato che nella soluzione della questione Kurda si assiste ad un momento di blocco sia per quanto che riguarda  i metodi militari che per quelli  politici. Per superare il blocco che esiste nella sfera politica e per aprire le vie della soluzione democratica della questione kurda, il Presidente Ocalan ha fatto un appello al nostro movimento di riutilizzare lo strumento dei gruppi di pace. Questo appello che ieri è stato diffuso dalla stampa è stato accolto dal nostro movimento. Nello stesso momento diverse proposte ed idee che sono state presentate dai nostri amici saranno realizzate. Abbiamo quindi deciso di mandare tre diversi gruppi di pace in Turchia."
"Uno da Qandil, uno dal campo di Mahmura ed uno dall’Europa. Lo scopo di questi gruppi di pace è di fare un passo avanti nella democratizzazione e pacificazione della Turchia, di ammorbidire la durezza che c’è e creare una atmosfera adatta alla costruzione di un clima di pace. Questo appello, che il nostro Presidente ha fatto, nello stesso momento è rivolto anche allo Stato turco,. Noi, per quello che ci compete   faremo di tutto per soddisfare la richiesta dell’appello. La nostra sincerità nella soluzione democratica e pacifica è totale e metteremo ancora una volta in campo la nostra insistenza e decisione.

Questo nostro atteggiamento è causato dal senso di responsabilità nei confronti dei nostri popoli e di un senso responsabilità verso una libera convivenza. Noi speriamo che questi passi possano contribuire a creare degli sviluppi positivi. Dopo tanto tempo, per l’ennesima volta il Presidente Ocalan è stato nuovamente obbligato all’isolamento, le operazioni militari stanno continuando, i politici kurdi ancora vengono arrestati e continuamente calunniati con accuse infamanti, le forze interne ed esterne che non hanno interesse affinché una soluzione democratica venga trovata, lo trovano, invece, nello scontro e stanno facendo delle provocazioni. Come si è visto a Çaldıran ancora continuano le uccisioni ignote.

Nello stesso tempo, come nel caso di Ceylan Onkol, ci sono assassinii che rimangono impuniti, sui quali si mantiene un atteggiamento  molto irresponsabile da parte della Procura della Repubblica che si rifiuta di indagare sul caso“Non è morta per un colpo di mortaio, non abbiamo responsabilità”. In un ambiente così, la nostra decisione di mandare gruppi di pace deve essere valutata in modo giusto. Noi con questo atteggiamento cerchiamo di superare la mentalità di coloro che vogliono bloccare e stanno bloccando il percorso di pace. Stiamo dalla parte delle popolazioni che veramente vogliono una soluzione democratica. Il nostro movimento il 13 aprile ha preso la decisione di dichiarare un unilaterale periodo di “non azione” al quale il governo della Repubblica turca ha dato diversi nomi. In questo momento questo percorso sembra soffocato.

Nonostante tutte le dichiarazioni dei dirigenti dell’AKP la strada verso una risoluzione si sta restringendo, rischiando di causare gravi danni e  pericoli. Comportamenti non responsabili hanno portato il percorso di pace ad essere sabotato, gli stessi comportamento che gradualmente lo stanno mettendo in pericolo. Con questa azione il nostro vero obbiettivo è di fermare nuovi scontri che possono creare altre perdite di vite umane. Tutte le parti che vogliono la pace e la democrazia devono contribuire per poter superare queste momento che sta lentamente soffocando il percorso verso la pace. Dentro il paese come all’estero, l’opinione democratica e pacifica, come chi vuole stabilità devono contribuire a questo percorso e prendere la responsabilità che gli compete.

Chiediamo all’opinione pubblica kurda di capire bene il senso di questa iniziativa, parteciparvi ed accogliere i gruppi di pace come ambasciatori di pace per dimostrare la volontà del popolo al percorso della soluzione democratica. A tutto il popolo del Kurdistan diciamo che non è questo il momento di ammorbidirci, siamo di fronte al bivio di un percorso molto critico. Senza mettere in discussione la sua autodifesa, con manifestazioni popolari forti, deve dimostrare la sua contrarietà alla guerra e a chi vuole la guerra, alzare la voce della pace e lottare per la pace.

Chiamiamo tutte le organizzazioni democratiche in Turchia ed in Kurdistan affinché questi gruppi di pace che organizzeremo possano avere successo per aprire la strada della pace."

Ankakra - BİA News Center Giovedi 15 ottobre
Il gruppo Giustizia per i Bambini ha visitato l'assemblea nazionale turca
Il gruppo Giustizia per i Bambini chiede una ben fondata e rapida soluzione legale per i bambini che sono divenuti vittime della legge antiterrorismo al fine di evitare ulteriore prevalenza del problema.Il gruppo ha incontrato i i parlamentari dei maggiori partiti nell'assemblea nazionale.

Il gruppo Giustizia per i Bambini ha richiamato l'attenzione sulla situazione dei bambini che sono divenuti vittime della legge turca contro il terrorismo(TMK).a tal fine hanno portato le famiglie di 14 bambini detenuti insieme ai parlamentari del Partito democratico della societa',del Partito democratico di sinistra(DSP) del Partito repubblicano del Popolo(CHP) e del Partito della giustizia e dello sviluppo(AKP). L'incontro ha avuto luogo all'Assemblea Nazionale Turca il 12 ottobre.
12 madri,una sorella maggiore e un fratello maggiore di tutti i 14 bambini detenuti hanno parlato con i parlamentari dei quattro partiti nelle loro sale per le riunioni.il portavoce Jale Mildanoğlu
ha dichiarato a Bianet che i bambini hanno sperimentato l'Alta Corte Criminale Giovanile ma che questo non risolve il problema alla radice.

Mildanoğlu:Noi siamo certamente speranzosi
Mildanoğlu ha dichiarato che la maggior parte delle madri che hanno partecipato all'incontro soffrono di evidente depressione o di altre patologie causate dalla loro angoscia e tristezza.
Le madri soffrono di ipertensione e di problemi cardiaci e neurologici.Una madre quando e' arrivato il suo turno di parlare,si e' messa ad urlare ed e' svenuta.
Riguardo a una soluzione in favore dei bambini la donne hanno dichiarato:Noi siamo certamente speranzose.Fino ad ora  nessuno si e' opposto a noi.Nessuno ha detto soltanto "Il terrore e' il problema" o "Questa e' una parte del problema kurdo".
Il Partito del movimento nazionalista(MHP) non ha dato un'appuntamento alle madri.Il vice presidente del MHP,il deputato Mehmet Şandır ha dichiarato la scorsa settimana:"Avete ragione
quei bambini sono in una terribile situazione,e' un errore trattare i bambini in quel modo.Noi non siamo daccordo col mettere il problema nell'agenda del Partito dello Sviluppo e del Progresso (AKP)ma noi non obbiettiamo perche' noi conosciamo la situazione dei bambini".

Mildanoğlu ha menzionato che il parlamentare Abdulmuttalip Özbek(AKP) non le ha lasciate sole con il problema, e che anche il parlamentare del DTP di Diyarbakir Gülten Kışanak era molto preparato.Il portavoce del gruppo ha indicato che Özbek and Sevahir Bayındır del DTP hanno tradotto i loro contributi dal turco al kurdo in quanto piu' madri non avevano familiarita' con la lingua turca.

Il problema crescera' se noi non troviamo una soluzione rapida

Dopo l'incontro con la delegazione del gruppo Giustizia per i Bambini,i parlamentari del DSP Ayşe Jale Ağırbaş, Hasan Erçelebi e Hasan Macit hanno parlato con Nur Sertel del CHP e dopo con Abdülmuttalip Özbek, Abdurahman Kurt  e ad alti parlamentari dell'AKP in una sezione chiusa alla stampa. "3000 bambini sono stati perseguiti e 300 sono in detenzione.Noi abbiamo fatto i nostri avvertimenti circa le potenziali dimensioni del problema se una soluzione non venisse raggiunta;Noi abbiamo parlato rispetto ai pericoli.Pensando a questo,se ogni bambino ha solo un solo fratello questo significa un totale di 6000 persone.Se noi contiamo anche l'alto numero di fratelli,cugini e altri membri di quelle famiglie,questo significa che il problema cresce come le onde,come una pietra dentro un lago.

Mildanoğlu ha criticato il Consiglio della Corte di Appello Militare che ha autorizzato l'uso di armi da fuoco da parte delle forze di sicurezza contro i bambini che tirano pietre,inoltre lei ha spiegato:
Non e' solo che le madri soffrono di diversi disagi.Loro sono molto povere e non possono permettersi un avvocato.Loro hanno dichiarato che la maggior parte degli avvocati sono stati designati dall'Associazione del Baro e che non hanno sufficiente cura dei bambini e che le madri non sono in grado di ricevere un'effettiva assistenza legale.

Mildanoğlu ha indicato che loro hanno chiesto supporto ai leader dell'AKP per una proposta per emendare la legge.La proposta legislativa e' stata discussa nel Consiglio dei Ministri ed e' stata estesa alla relazione della magistratura di  Ağırbaş.

Il problema non puo' essere risolto solo cambiando la corte

Il gruppo Giustizia per i Bambini ha annunciato che la legge sulla protezione dei bambini,la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini,la Corte Giovanile servono come strumenti legali e strutturali durante il processo per trovare soluzioni.
I problemi evidenti che colpiscono  i bambini sono il rafforzamento della legge turca contro il terrorismo nel 1991 e la sua espansione nel 2006,concernente le investigazioni speciali,le accuse speciali,punizioni speciali e uno speciale regime di rafforzamento.
Mildanoğlu ha argomentato che il Codice di Procedura Criminale(CMK)la legge sulle manifestazioni e gli assembramenti,Il Codice Criminale Turco(TCK) a la TMK necessitano certamente di essere
riviste in ordine di ottenere il problema alle sue radici.
Inoltre il gruppo Giustizia per i Bambini ha incontrato un gruppo di 38 membri del parlamento,tra di loro il leader del DTP Ahmet Türk,il leader del CHP Deniz Baykal,il responsabile ministeriale per i bambini e la famiglia Selma Aliye Kavaf,il deputato primo ministro Bülent Arınç e  Mehmet Şandır

10 ottobre 2009: IN 20.000 MANIFESTANO CONTRO LE DIGHE A DERSIM SULLE RIVE DEL MUNZUR-LA PIU' GRANDE MANIFESTAZIONE AMBIENTALISTA IN TURCHIA

2 ottobre 2009
Avvocato, Muharrem Erbey presiede la sezione di Diyarbakir dell’Associazione per i Diritti Umani (IHD) ed è altresì Vicepresidente a livello nazionale. Erbey è intervenuto il 2 ottobre 2009, in occasione della giornata dedicata ai bambini nell’ambito del II Festival del Cinema Kurdo.
 
Discorso di Muharrem Erbey a Roma
  Vi porto i calorosi saluti della città di Diyarbakir. Da qualche mese è stata lanciata in Turchia la Campagna di Giustizia per i Bambini. Prima di parlarne voglio raccontarvi un piccolo aneddoto.
  Viene indetta una riunione di poliziotti di venti stati diversi e ciascuno stato interessato s’impegna a mandare in rappresentanza i propri migliori poliziotti. Allorché l’incontro avviene, a ogni poliziotto presente è consegnato un bastone e viene detto loro di recarsi nel bosco e di tornarne portando una gazzella. Sarà dichiarato più bravo colui che riuscirà a tornare con una gazzella. Alcuni assolvono il compito. Il poliziotto turco, non riuscendo a reperire una gazzella, scova un elefante. Quando gli esaminatori gli fanno notare che quello è un elefante e non una gazzella, egli risponde mostrando il bastone, rosso all’estremità, all’elefante e intimandogli: “Parla!”. E l’elefante esclama: “Sono una gazzella!”.
  L’aneddoto può ben servire a illustrarvi e farvi comprendere la mentalità delle autorità turche: lo stato turco pensa di poter costringere chiunque a pensare alla sua maniera. Questo implica lo scrivere a grandi lettere sui fianchi delle montagne il concetto che tutti sono turchi, nel far cantare ai bambini nelle scuole ogni giorno, all’inizio delle lezioni, un inno nazionalista, nel distruggere villaggi,… Numerosi ragazzi nel corso degli anni vedono svariati loro familiari condotti in carcere. Da tutto ciò emerge un loro forte desiderio di recarsi in piazza a manifestare il loro malcontento. Il motivo del loro manifestare sfugge alle autorità. Tuttavia a partire dal 2006 con costanza questi ragazzi sono scesi in piazza, per partecipare ogni volta che un’associazione o un sindacato o un partito hanno organizzato manifestazioni. Nelle manifestazioni stesse si sono trovati di fronte poliziotti pesantemente bardati e dal piglio violento ai quali non potevano contrapporre nient’altro che il lancio di sassi. Perché questi ragazzi si comportano in tal modo?
  Si tenga presente che se un guerrigliero sia stato in montagna, armato, e in seguito sia stato catturato senza che mai avesse preso parte a combattimenti, quel guerrigliero subirà un unico processo e, probabilmente, almeno in linea teorica, una condanna a 6 anni e mezzo di carcere. Cosa avviene invece per i ragazzi che hanno lanciato sassi contro la polizia e gridato slogan come “AZADI” e simili nelle manifestazioni? A carico di taluni di loro sono stati aperti fino a quattro processi e dalle Procure sono state richieste condanne oscillanti fra 10 e 25 anni di carcerazione, peraltro non convertibili in pene pecuniarie e pertanto da scontare per la maggior parte dei casi in carcere.
  Perché accade tutto ciò? Nel 2005 il Capo di Stato Maggiore turco dichiarò che occorreva bloccare la tendenza di ragazzi fra 16 e 17 anni di età a recarsi in montagna. Tuttavia l’anno dopo dal Primo Ministro venne un messaggio ben diverso: “Che si tratti di bambini, donne o ragazzi, non ha alcuna importanza. Faremo quel che è necessario fare, contro di loro”. E per poter agire furono persino mutate le leggi, a partire dalla legge antiterrorismo e da quella sulle modalità di uso delle armi da parte della polizia. A seguito di tali mutamenti, numerose persone furono colpite, nel corso del 2007, dopo che era stato intimato loro l’alt dai poliziotti.
  Dal 2006 a oggi sono stati oltre 3000 i ragazzi processati e il 70% di loro ha altresì subito maltrattamenti e torture. Molti risultano traumatizzati, anche per il fatto che in larga parte sono stati collocati in celle assieme a detenuti adulti. In carcere devono prepararsi da mangiare e lavarsi i vestiti, ma se si ammalano, le autorità non provvedono a portarli presso un ospedale. Mentre tutto questo accade, lo stato proclama la sua volontà di risolvere la Questione Kurda.
  Da circa un anno si è iniziato a chiedere giustizia per quei ragazzi ed è pur vero che accademici e intellettuali hanno firmato l’appello in tal senso, preparato dalla nostra Campagna.
  Essa ha tenuto incontri, presso il Parlamento di Ankara, con membri di vari partiti: AKP, DTP, CHP, ai quali è stato anche presentato un rapporto preparato per l’occasione. Solo gli esponenti del DTP sono risultati già informati della situazione relativa ai ragazzi. Ai membri degli altri partiti abbiamo chiesto: “Avete mutato le leggi? Come potete affermare che non eravate al corrente”. L’invariabile risposta è stata: “Non ne sappiamo nulla”. D’altronde, allorché nel Parlamento si discute su modifiche da apportare a leggi di natura economica, vi è una grande partecipazione al dibattito. Quando si presentano all’approvazione norme sulla sicurezza, ciò avviene spesso nelle prime ore della mattinata, quando pochi parlamentari sono già presenti per discuterne.
 
  Vi rammento alcuni esempi: un ragazzo di Diyarbakir, per un lancio di pietre, ha ricevuto in primo grado una condanna a sette anni e mezzo di carcere; in appello la pena è stata ritenuta troppo mite e accresciuta: 25 anni!. Ugur Kaymaz, 12enne, venne ucciso cinque anni fa con 13 proiettili; Tribunale e Corte d’Appello hanno assolto i poliziotti che lo uccisero.
  Attualmente tali tribunali subiscono l’influenza dei militari; essi tendono altresì a tenere una linea di condotta molto nazionalista. Spesso, inoltre, dei ragazzi sono prelevati in strada e tratti in arresto solo a causa del fatto che sono malvestiti e il loro aspetto non risulta bello a vedersi. Nel 208 si sono verificate delle gravi situazioni: 10 sono le persone che hanno perso la vita ad opera di militari o poliziotti che hanno sparato; talvolta le persone uccise si trovavano nelle loro case, prese dalle loro attività quotidiane, e la loro uccisione è giunta improvvisa e casuale. Giustificazioni pretestuose (malore al braccio, ad esempio) sono state addotte da Tribunali e Procure per i soldati che avevano aperto il fuoco. Il silenzio è invece calato sulle circostanze della morte delle persone uccise. Questo non avviene altrove: lo scorso anno ricordo che in Germania un ragazzo ha compiuto una strage in una scuola; la Cancelliera Merkel è intervenuta prontamente, chiedendosi il perché il tragico evento si fosse verificato. In Turchia, mai si pongono interrogativi di questo tipo, nemmeno quando a morire sono dei ragazzi; le autorità si limitano a dire: FATE QUEL CHE DICIAMO NOI! Tuttavia ormai i ragazzi di Diyarbakir, appena si trovano di fronte ai poliziotti, sollevano le dita della mano in segno di vittoria e inneggiano “Viva Öcalan”, esprimendo con immediatezza quel che sentono. I ragazzi sono il futuro di un popolo! Lo stato turco sta facendo di tutto per rovinare il proprio futuro!
  La maggior parte dei processi a carico di ragazzi ha avuto luogo a Diyarbakir, Van e Adana. L’IHD riceve le loro famiglie e se ne prende cura, come del resto dei ragazzi stessi. Nella maggior parte dei casi si tratta di famiglie prive di risorse economiche: pertanto, i familiari non hanno mezzi per far visita ai loro ragazzi in carcere. Inoltre, quando i ragazzi escono dal carcere, sono spesso traumatizzati e necessitano pertanto di cure mediche, ma le condizioni economiche delle famiglie rendono impossibile provvedere a tali cure, anche quando si tratta di ragazzi che hanno subito torture. Saremmo lieti di ricevere aiuti per provvedere in tal senso.
  Ieri ha avuto luogo la ripresa delle attività del Parlamento turco dopo le ferie estive. Centinaia di lettere sono state inviate per l’occasione ai parlamentari. Si punta infatti, per cambiare tale triste situazione, ad apportare emendamenti a pochi articoli del Codice Penale. Ciò, però, non può bastare: servono reali e significativi mutamenti della legislazione.  
 
  Voi che siete in qui in Europa potreste spingere l’UNICEF e altre organizzazioni internazionali a occuparsi di tale questione; o redigere appelli e petizioni da inviare al Ministro degli Esteri turco o al Parlamento Europeo, spingendoli ad agire per far cambiare tale triste situazione.
  Verso il ’74 ho iniziato ad andare a scuola; nel mandarmi il primo giorno, mia madre mi ha raccomandato: “Non dire che sei kurdo e non parlare in kurdo”. Mi sono un po’ spaventato e a lungo ho continuato a crescere chiedendomi perché mia madre mi avesse detto quelle parole  Un giorno mi sono radunato con altri ragazzi e ho parlato in lingua kurda; per questo l’insegnate che era sopraggiunto mi ha poi picchiato. In quel momento ho capito le parole di mia madre. Da allora, tendevo a esprimermi in kurdo a bassa voce.
  Lo scorso anno ero a Izmir con la famiglia; eravamo ospiti a una cena e mio figlio, R., ormai vicino per età al momento di cominciare ad andare a scuola, giocava e conversava con altri bambini suoi coetanei. Gli si sono avvicinati alcuni ragazzi più grandi, sui 17-18 anni, che nel sentirlo parlare gli hanno chiesto se fosse kurdo o turco. Si è spaventato e si è nascosto dietro a un muro. Ho visto la scena dalla casa in cui mi trovavo e l’ho chiamato, ma era troppo spaventato. Mi sono precipitato giù per soccorrerlo. Quando l’ho raggiunto e separato dagli altri ragazzi e abbracciato, dopo avermi raccontato l’accaduto mi ha chiesto: “Papà, è un male l’essere kurdo?”. Non ho detto niente in risposta. È stato poi mio figlio stesso a trovare la risposta: “”Papà, non è importante l’essere turco o l’essere kurdo; la cosa davvero importante è essere buoni”. Quel che io ho sperimentato oltre 30 anni fa, mio figlio lo ha vissuto lo scorso anno.
  Hanno avuto luogo i maltrattamenti, le distruzioni dei villaggi e i divieti di imporre nomi kurdi a luoghi e bambini; tuttavia le autorità persistono nel dire a quei ragazzi di non scendere in piazza a manifestare. Se una tale pressione avesse gravato su di voi, fra le alternative di scendere in piazza o recarvi in montagna, che scelta avreste fatto?

1 settembre 2009 - 18.16  
Turchia: Pkk; curdi in piazza chiedono pace "onorevole"  

ANKARA - Migliaia di curdi si sono radunati oggi in una delle principali piazze di Diyarbakir, la maggiore città curda della Turchia nel sud-est del paese, per chiedere una pace "onorevole" in attesa delle riforme sociali ed economiche promesse dal governo del premier Reçep Tayyip Erdogan per porre fine al conflitto curdo.

Alla manifestazione, organizzata dal filo-curdo Partito per una Società Democratica (Dtp, guidato da Ahmet Türk), hanno partecipato circa 20'000 persone affluite in città da tutta la regione. La gente ha ballato danze e intonato canti tradizionali mentre tanti manifestanti innalzavano striscioni e manifesti con su scritto "Sì ad una pace onorevole" e "la soluzione della questione curda non può essere rinviata". Ma si sono viste anche tante gigantografie con il volto del leader curdo imprigionato Abdullah Ocalan.

La manifestazione, organizzata nel giorno in cui i curdi festeggiano la loro Giornata della pace, viene a poche settimane dall'avvio, da parte del governo, di un'iniziativa tesa a trovare una soluzione alla questione curda, ovvero la lotta separatista dei curdi che ha provocato la morte di circa 40 mila persone negli ultimi 25 anni. Nel piano di pacificazione del governo sarebbero comprese misure a favore dell'uso pubblico della lingua curda e piani di investimento per la creazione di posti di lavoro nelle più povere regioni della Turchia a maggioranza curda.

Ieri, intanto, il ministro degli interni Besir Atalay ha annunciato che il governo presenterà al parlamento un piano d'azione in proposito ai primi di ottobre ma ha escluso che verrà concessa un'amnistia per i ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) considerati a tutti gli effetti terroristi non solo da Ankara ma anche dagli Usa e dall'Ue. I vertici del Pkk, da parte loro, hanno reso noto di aver esteso la tregua unilaterale decretata mesi fa (ma non riconosciuta dalle autorità turche) che adesso scadrà alla fine del mese sacro del Ramadan, il 22 settembre prossimo.

Giornale filo kurdo chiuso per un  mese per propaganda per il PKK

Il giornale pro kurdo Günlük e' stato chiuso per un mese per motivi che ha pubblicato propaganda in supporto del fuori legge Partito dei Lavoratori del Kurdistan(PKK); Ayhan Bilgen capo editore di Gunluk ha dichiarato che la chiusura e' un sabotaggio del processo di iniziativa democratica riguardante il problema kurdo.
La 13a Corte Criminale ha deciso che l'edizione del giornale del 22 agosto ha stampato propaganda del PKK.
Gunluk fondato il 19 gennaio era stato chiuso una volta in precedenza a causa di fotografie pubblicate il primo giugno.
E' sempre un atto sbagliato chiudere un giornale.Ma fare questo in questo preriodo significa sabotare l'iniziativa riguardante il problema kurdo.Bilgen ha dichiarato, riferendosi al recente piano del governo di lanciare una serie di riforme per affrontere rivendicazioni della popolazione Kurdo-turca e della vecchia di decenni campagna terrorista del PKK.
Ha aggiunto che una soluzione del problema kurdo puo' essere trovata soltanto attraverso non ritraendosi dai dai diritti e dalle liberta' democratiche.Ha anche aggiunto che il sabotaggio del processo democratico e' possibile attraverso l'intervento giudiziario e non soltanto attraverso le mine e le bombe.

INTERVISTA  al rappresentante del PKK in Europa |   di Orsola Casagrande

Kurdistan PACE POSSIBILE?


PROVE DI DIALOGO FRA ERDOGAN E OCALAN Dopo il «promettente» incontro del 5 agosto fra il premier turco e il partito kurdo Dtp, il 15 agosto il leader incarcerato del Pkk forse rivelerà i termini di una «yol haritasi», una road map che potrebbe portare alla soluzione del conflitto. Parla il rappresentante del Pkk in Europa.
Cresce l'attesa per la yol haritasi, la road map che il presidente del Pkk Abdullah Ocalan renderà pubblica probabilmente il 15 agosto. Alla vigilia di quest'appuntamento e mentre tutta la Turchia è in agitazione, consapevole che una nuova fase politica potrebbe presto aprirsi, abbiamo intervistato il responsabile del Pkk per l'Europa, che ha risposto necessariamente in forma anonima.
In quale contesto nasce la yol haritasi?
Il ventunesimo secolo è un'epoca in cui in tanti luoghi le questioni nazionali e etniche sono state risolte, o sono in via di risoluzione, con metodi pacifici e democratici. Invece in Kurdistan e in Turchia, da 35-40 anni è in corso una guerra fra il popolo kurdo e la sua avanguardia, Pkk, e il colonialismo della Turchia. Entrambe le parti hanno cercato di raggiungere il loro obiettivo con la guerra e la violenza. Ma nonostante questo la soluzione della questione è rimasta irrisolta. Perchè una soluzione non si poteva raggiungere con l'atteggiamento dello stato turco di negazione del riconoscimento dell'identità e esistenza di un popolo. La lotta contro questa negazione ha raggiunto un certo livello. In altre parole la guerra e la violenza hanno giocato il loro ruolo. Il presidente Ocalan si è speso in molti modi per arrivare ad affrontare la questione kurda con il dialogo e la pace.
Murat Karayilan, il comitato centrale del Pkk, ha descritto in una intervista i punti fondamentali per parlare di processo di pace. Quali sono? E' cambiato qualcosa dopo le elezioni di marzo?
Da anni la nostra organizzazione come contributo a una soluzione pacifica ha dichiarato dei cessate il fuoco unilaterali e periodi di non-scontro, ha proposto e reso pubbliche idee per una soluzione condividendole con l' opinione pubblica. In ogni occasione abbiamo sottolineato la nostra convinzione per una soluzione politica e pacifica. Il nostro presidente ha chiesto proposte e idee a intellettuali e accademici della Turchia, alla società civile, ai politici, alla popolazione e anche alla diaspora kurda in Europa, per preparare una road map. Ha chiesto cioè il parere di ogni settore della società per poter costruire un percorso di pace. E' stato un lavoro faticoso ma nei prossimi giorni la road map sarà condivisa con l'opinione pubblica. Senza anticipare nulla, possiamo dire che il popolo kurdo chiederà tutti i diritti che devono essere riconosciuti a un popolo. Di vivere e organizzare la sua identità liberamente. Di porre sotto garanzia della costituzione diritti culturali e identitari, di arrivare ad un sistema di autonomia - intesa come autonomia in materia di enti locali. In altre parole chiederà diritti politici, culturali e la libertà.
Prima della elezioni di 29 marzo il nostro movimento ha dichiarato una tregua unilaterale, per favorire uno svolgimento democratico delle elezioni. Possiamo dire che lo stato turco ha risposto in maniera positiva a questa decisione. Non ha condotto grandi operazioni militari, evitando di acuire le tensioni. Le elezioni sono state motivo di grandi aspettative e anche di pressione contro il popolo kurdo. La pressione è stata particolarmente forte nei confronti del Dtp (Partito della società democratica) rappresentante del popolo kurdo, con arresti di massa. Ma le elezioni si sono svolte tutto sommato in un ambiente tranquillo. Sulla stampa questo è stato notato. L'Akp, l'esercito e la burocrazia dello stato si sono mossi insieme contro il partito kurdo. In Kurdistan le elezioni erano una sorta di referendum tra lo stato turco e il movimento di liberazione del popolo kurdo. Nonostante le difficoltà il Dtp ha avuto un grande successo. L'aspettativa era che iniziasse un dialogo sulla questione. La realtà è stata diversa: lo stato non ha tollerato i risultati, sono stati ordinati arresti di massa di esponenti politici kurdi. Ad Amara e Dogubeyazit sono stati uccisi 3 patrioti kurdi. I telegiornali hanno mostrato le torture che i bambini sono stati costretti a subire. Si voleva demolire la volontà democratica del popolo kurdo, ma il popolo ha continuato resistere e sta resistendo ancora.
Il governo turco insiste nel dire che il Pkk deve abbandonare le armi. Qual è la vostra opinione?
L'insistenza del governo turco su questo punto è comprensibile. E c'è anche chi crede che se il Pkk sarà disarmato la questione sarà risolta. La vera intenzione del governo turco però è di portare il popolo kurdo a trovarsi senza difesa e senza lotta. La politica dunque è quella di tentare di prendere in ostaggio psicologicamente i kurdi, concedendo loro diritti quando è utile e negarli quando non lo è, lasciandoli completamente indifesi. Il popolo kurdo è salito sulle montagne non perchè amava le armi o perchè lo divertiva. Il Pkk è stato costretto alla lotta armata. Al popolo kurdo sono stati negati i diritti umani fondamentali, i diritti nazionali. Su di esso è stato praticato un colonialismo che è arrivato al massacro culturale, economico e politico. Libertà e democrazia? Era in un periodo in cui perfino parlare o organizzarsi veniva punito. Il Pkk si è armato in questo contesto e ha continuato la lotta armata. Ma il Pkk ha sempre voluto combattere per la libertà e la democrazia alla luce del sole, con mezzi legali. Ma questo non era possibile. E il prezzo pagato è stato molto alto. Non dimentichiamo che in famiglia era vietato parlare kurdo, ascoltare casette in kurdo, usare nomi kurdi. «Trasgredire» bastava per essere torturato, mandato in esilio o essere condannato a morte. Ma il popolo kurdo non poteva accettare di essere l'agnello del sacrificio. Ha preso le armi per difendersi. E visto che la realtà è questa e la questione non è risolta non si può chiedere al Pkk di deporre le armi. Se l'esercito avesse avuto la forza di disarmare il Pkk, lo avrebbe fatto. Ha detto, lo annienteremo, lo finiremo e lo sradicheremo. E il capitale internazionale, l'Europa, gli Usa, gli stati della regione hanno sostenuto lo stato turco. L'obiettivo dello stato turco era quello di eliminare il Pkk. Ma non ci è riuscito. E ora dice che il Pkk deve deporre le armi. No, prima c'è una questione che va risolta e allora i motivi della lotta armata scompariranno. Ci sarà una nuova realtà. E in questa nuova realtà sarà necessario deporre le armi, ma la cosa verrà pianificata, discussa, decisa a un tavolo di trattativa.
Il governo turco sta facendo molta propaganda nel tentativo di svuotare la yol haritasi. Cosa pensate del ruolo del governo in questo momento? Il presidente Gul e il premier Erdogan hanno finora fatto tanti discorsi ma nessun atto concreto. Pensate che questa volta potrebbe cambiare qualcosa?
Nei prossimi giorni vedremo più chiaramente se il governo turco vuole svuotare la road map. Senza dubbio se userà palliativi e comportamenti che mirano a perdere tempo e a ingannarci questo non farà che complicare la situazione. Se non sono onesti nel loro approccio alla questione kurda faranno di tutto per svuotare la road map. Se invece sono onesti saranno più realisti e obiettivi. Il presidente della repubblica Gul e il primo ministro Erdogan hanno detto qualcosa. La questione esiste e si deve risolvere. E già queste dichiarazioni in Turchia sono considerate un passo positivo. Ma dalle parole bisogna passare ai fatti. Dichiarazioni ce ne sono state anche in passato. Lo stesso Erdogan nel 2005 a Diyarbakir aveva detto «se è necessario lo stato chiederà scusa». E poi sono ricominciate le operazioni militari. Dall'impero ottomano l'idea è che lo stato sia capace di tutto, sia nel contempo causa del conflitto e suo unico risolutore. E' positivo che lo stato sia arrivato alla conclusione che bisogna risolvere questa questione, ma il fatto che continui a non riconoscere come interlocutore i kurdi non va nella direzione giusta. Una soluzione è possibile solo con un negoziato fra le parti. Non sappiamo che c'è dietro la porta ma nei prossimi giorni la nebbia si diraderrà. Noi come movimento ci assumiamo le nostre responsabilità e valorizzeremo qualunque piccolo passo verso la pace.
Pensate che la società turca sia pronta a discutere di processo di pace?
Certamente pensiamo che la società turca sia pronta. In questi lunghi anni di guerra lo stato ha creato una società molto sciovinista e nazionalista e non sarà facile gestire questa fase. Ma se lo stato sarà genuinamente coinvolto, se la stampa contribuirà al processo, crediamo si possa coinvolgere in maniera positiva anche la società turca. Non ci facciamo illusioni: rimangono forze fasciste come Ergenekon, e ci saranno sempre quelli che cercheranno di fermare un percorso positivo. Anche elementi del Chp cercheranno di bloccare un processo di pace, e lo stesso faranno i fascisti e nazionalisti del Mhp. Ma non sono così forti.
Alcuni intellettuali stanno facendo dichiarazioni interessanti. Il ruolo degli intellettuali anche per Ocalan è importante. Come?
Parto con una critica. Sia in Turchia che in Kurdistan gli intellettuali non dovevano aspettare così tanto. Avrebbero dovuto parlare anni fa, mostrare più di coraggio. Anche se sono arrivati tardi, il loro ruolo sarà molto importante. Soprattutto la sensibilità di intellettuali come Yasar Kemal è molto importante in questa fase. Sia gli intellettuali kurdi che quelli turchi hanno pagato molto nella politica negazionista dello stato. Sono stati incarcerati, torturati, mandati sotto processo. Migliaia hanno perso la vita. Gli intellettuali sono la coscienza di una società, da loro ci si aspetta che con coraggio dicano quello che ritengono giusto.
Il ruolo dell'Europa in questa fase?
Quale Europa? mi chiedo. Se si parla di Europa degli stati, potrà fare molto se punterà sulla democrazia e la pace. Ma se l'Europa continua a tenere lo stesso atteggiamento opportunista avuto fin qui, con i suoi silenzi che contribuivano alla continuazione del conflitto, giocherà un ruolo negativo. Le relazioni dell'Europa con lo stato turco sono dettate da interessi economici. Ma questi interessi non vengono usati per premere per una soluzione del conflitto, e una Turchia che non risolve la questione kurda è un peso sulle spalle dell'Europa. E non credo che l'Europa possa continuare a sostenerlo. Il popolo kurdo crede che se l'Europa avesse voluto contribuire alla soluzione della questione avrebbe potuto farlo. Ma fin qui ha risposto alle richieste turche, per esempio inserendo il Pkk nella lista dei gruppi terroristi.
Come valutate la conferenza stampa del ministro degli interni?
Come che ha detto il ministro, più che una proposta si trattava di una dichiarazione su linguaggio e metodi da usare. Non è stato presentato un programma o una proposta per affrontare la questione. Si è trattato di una dichiarazione che cercava il sostegno dell'opinione pubblica e della stampa a qualcosa che ancora non è chiaro.
Cercando di espandere il suo ruolo nella scena del medio oriente,ha promesso giovedi di inviare piu' acqua all'Iraq colpito dalla siccita',che deve affrontare il suo piu' basso raccolto dell'ultima decade.

Jane Arraf  Correspondente di  "The Christian Science Monitor"
11 agosto 2009
 
Baghdad -La Turchia che sta cercando di espandere il suo ruolo sulla scena del medio oriente  creando un nuovo modello di cooperazione con l'Iraq.Dopo gli incontri a Baghad la Turchia si e' impegnata giovedi' a rilasciare piu' acqua dalle rive dell'Eufrate per il vicino devastato dalla siccita'.L'Iraq  nel frattempo ha annunciato piani per la repressione sui ribelli kurdi sul confine turco.
Il Ministro Iracheno degli Esteri Hoshyar Zebari ha dichiarato- in una conferenza stampa congiunta con la controparte turca giovedi, dopo gli incontri a Bagdad-che c'e' stato un genuino e sincero desiderio di risolvere la crisi dell'acqua.

Ha dichiarato che hanno pianificato di riattivare un meccanismo di distribuzione con la distribuzione dell'acqua tra Siria,Iraq e Turchia che condivide i fiumi Tigri ed Eufrate."La sofferenze degli agricoltori in molte regioni dell'Iraq e' la sofferenza degli stessi agricoltori turchi"ha dichiarato il Ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu nella sua prima visita' sin da quando ha preso il posto a Maggio.

Ha dichiarato che la Turchia ha incrementato la quantita' di acqua che e' stata rilasciata dai fiumi Tigri ed Eufrate verso la Siria e l'Iraq fino agli scorsi tre mesi e ha programmato di aumentare ulteriormente tale quantita'.Ha inoltre dichiarato che la Turchia vuole aiutare anche attraverso la  tecnologia per aumentare la quantita' di acqua usabile. La Turchia nonostante le sue secolari inclinazioni,sta tentando di sostenere le proprie credenziali come maggior attore nel mondo mussulmano,anche attraverso la mediazione tra Hamas  e Israele e creando relazioni con gli sciiti Iracheni di Moqtada al-Sadr.

Mr. Davutoglu  ha richiesto un nuovo modello nelle relazioni della Turchia con l'Iraq e con la regione in genere.Gli sforzi della Turchia per migliorare le relazioni con la propria minoranza kurda devono coincidere con piu' calorose relazioni con il Governo Regionale kurdo Iracheno-incluso il piano di apertura di un consolato turco nel kurdistan Iracheno.
Il Ministro degli Esteri Turco ha dichiarato nella conferenza stampa:"Ora con la trasformazione dell'Iraq e la nuova dinamica per la Turchia,noi pensiamo che c'e' necessita' di rivedere le nostre relazioni".

L'Iraq si basa sul Tigri e L'Eufrate.

L'Iraq,dove la prima civilizzazione e' iniziata tra i due fiumi dell'antica Mesopotamia,conta sull'acqua dell'Eufrate che scorre dalla Turchia attraverso la Siria,e del Tigri che proviene direttamente dalla Turchia. Le dighe idroelettriche sull'Eufrate hanno ridotto i l flusso di acqua negli anni recenti.

Davutoglu ha dichiarato ai reporter che la Turchia ha aumentato l'acqua e sono state rilasciati verso la Siria circa 500 metri cubi al secondo.Secondo un recente accordo la Siria rilascia il 58% di questa-circa 290 metri cubi al secondo.
Un funzionario del ministro dell'acqua Iracheno ha dichiarato che l'Iraq necessita interamente dei 500 metri cubi.Noi ci troviamo di fronte ad una siccita', e cosi questo e' un tema importante,ha dichiarato Oun Theyab direttore del centro operativo al Ministero Iracheno dell'acqua. L'Iraq che si trova al quarto anno consecutivo di siccita' si trova di fronte al piu' basso raccolto degli ultimi dieci anni.

In cambio L'Iraq deve reprimere il PKK

Se l'acqua rappresenta il piu' grande tema bilaterale dell'Iraq il separatista Partito dei Lavoratori del Kurdistan(PKK) lo e' per la Turchia.Mr. Zebari ha dichiarato ai reporter che l'Iraq si e' impegnata a reprimere gli attacchi dei ribelli kurdi dall'Iraq. Ha inoltre annunciato un piano per un centro di cooperazione congiunta nella capitale kurda Irachena Arbil,in cui la Turchia ,l'Iraq e gli Stati Uniti vogliono condividere intelligence con l'intento di fermare gli attacchi del PKK alla Turchia dal suolo Iracheno.

Il nord Iraq e' stato governato sin dal 1991 dai kurdi Iracheni come un territorio semi autonomo,ma c'e' una piccola affinita' con il PKK che ha attaccato soldati e civili,particolarmente come le relazioni sono aumentate con Ankara.
La Turchia,uno dei maggiori parter commerciali dell'Iraq,ha giocato un ruolo chiave nella ricostruzione economica irachena.Mr. Zebari ha dichiarato che il commercio annuale tra i due ha raggiunto i 7 miliardi di dollari-una cifra che intendono aumentare a 20 miliardi di dollari per la fine del prossimo anno.
Il Ministro di Stato per l'Industria Zafer Caglayan, ha dichiarato che il commercio bilaterale e' aumentato del 58% dal 2008.Si stima che circa 50.000 lavoratori turchi si ritiene siano in Iraq, molti dei quali nel nord controllato dai kurdi.


Il primo ministro turco riceve il segretario del filo kurdo Dtp
Il primo ministro turco ricevera' il segretario del Partito democratico della societa' mercoledi.Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan avra' un'incontro con il segretario del Dtp  Ahmet Türk nel suo ufficio al parlamento turco a mezzogiorno di mercoledi.
Il partito della societa' democratica,cha ha vinto nella maggioranza della municipalita' nelle elezioni amministrative di marzo nelle citta' del sud est e dell'est della Turchia dove sono sono concentrati maggiormente i cittadini turchi di etnia curda,rifiutano  di considerare il Pkk come un'organizzazione terroristica,nonostante le ripetute richieste del premier Tayyip Erdoğan che aveva dichiarato di non volerli prendere seriamente in considerazione o persino di incontrarli.I parlamentari e i sindaci del DTP che hanno 21 seggi in parlamento hanno dovuto affrontare gli oneri e essere perseguiti numerose volte al causa dei contenuti dei loro discorsi per l'accusa che essi stavano svolgendo propaganda per l'organizzazione terrorista PKK.
C'e' un caso di scioglimento in corso contro il Dtp alla corte costituzionale archiviato per motivi che possa divere un punto focale delle attivita' contro la sovranita' dello stato e dell'indivisibile unita'  del paese e della nazione.
Il 29 luglio il ministro turco Beşir Atalay ha reso publica "la mossa curda"del governo.
In una conferenza stampa Atalay ha dichiarato che il governo crede che  la cosi' definita questione kurda potrebbe essere risolta' con un approccio ugualitario attraverso la democratizzazione.
Il 2 agosto Atalay ha incontrato un gruppo di giornalisti in un workshop intitolato"Soluzione della questione kurda:verso un modello turco"all'Accademia di polizia nella capitale Ankara.
Un comunicato rilasciato dopo l'incontro ha sostenuto che i partecipanti hanno avuto una fruttuosa unione di idee e hanno discusso come gestire le differenti dinamiche del processo,cosi come le misure necessarie da prendere nel breve medio e lungo periodo con la struttura del processo di democratizzazione.

THE ANATOLIA NEWS AGENCY  ANKARA

4 agosto 2009 Martedi

Il governo combatte l'arma europea del PKK


Il governo ha annunciato la scorsa settimana una nuova iniziativa politica per la soluzione della questione kurda di vecchia data,ma informazioni piu chiare del piano di azione concreto,o dei piani che sono parte della nuova politica stanno emergendo.
Come parte di questi rinnovati sforzi,il governo, che ha capito che non c'e' via per liberarsi del terrorista Partito dei lavoratori del Kurdistan(PKK) senza designare come bersaglio prima le sue sezioni con base all'estero,designado le organizzazioni affiliate al PKK fuori dalla Turchia.Il governo lancera' campagne diplomatiche negli Stati Uniti e nei paesi dell'Unione europea per rendere questo possibile. L'amministrazione americana ha dichiarato che e' pronta a sostenerla in ogni direzione che possa ottenere questo obbiettivo.Seguendo l'istituzione di un'organismo trilaterale tra la Turchia,gli Stati Uniti e l'Iraq,l'amministrazione americana ha promesso di aiutare la Turchia nella sua lotta contro i gruppi del PKK in Europa.
Il governo turco ha lungamente sentito che le nazioni nell'unione europea-che hanno dichiarato il Pkk organizzazione terroristica-non hanno fatto molto per combattere il PKK.Il governo crede che  con il supporto degli Stati Uniti,l'inazione degli stati europei possa essere cambiato.
Gli esperti sostengono che l'aministrazione americana aumentera' la volonta di aiutare il governo turco nel suo intento di eliminare il PKK come collegato ai piani del paese per uscire dall'Iraq cosi come dai recenti sviluppi in Afganistan.
Come parte degli sforzi della Turchia in Europa,unita' di Intelligence hanno aggiornato documenti e informazioni sulla struttura organizzativa del PKK in Europa.Questi report saranno condivisi con paesi rilevanti nel tentativo della Turchia di prosciugare il supporto logistico e finanziario in Europa del PKK.Una serie di incontri con i dipartimenti di sicurezza di importanti paesi sono anche stati pianificati.
Secondo i report dell'intelligence del Dipartimento di Polizia Nazionale,l'Organizzazione di Intelligence Nazionale(MIT) e le unita' di intelligence delle forze di gendarmeria,la facilita' con cui il Pkk conduce le proprie attivita' nei paesi della Nato e dei paesi mebri della Nato colpisce.
Il Pkk e' conosciuto come attivo specialmente in Germania,Belgio,Olanda,Francia,Danimarca,Svezia,Norvegia,Svizzera ed Austria.Il PKK ha 372 organizzazioni affiliate in questi paesi che operano sotto la sembianza di organizzazioni della societa' civile.
Secondo lo stesso rapporto,il Pkk ha anche uffici in Bulgaria,Italia,Romania,Finlandia,Stati Uniti,Canada e Ungheria.Alcuni uffici del Pkk nelle nazioni della Unione Europea possono essere trovati in Spagna e Portogallo.
L'intelligence ha anche indicato che la Confederazione Europea delle Associazioni Kurde,con base in Belgio,non e' solo cruciale come un'importante fonte di finanziamento del PKK,ma anche come centro per il reclutamento di nuovi membri del PKK.
Un'organizzazione simile e' l'Unione Internazionale Kurda per gli affari e l'impiego (KARSAZ) una potente fonte di introiti per il PKK. Secondo i dati dell'Intelligence la Germania e' dove e' localizzato il cuore finanziario del Pkk,seguita dagli uomini d'affari simpatizzanti dell'organizzazione in Belgio,Olanda e Danimarca.
Due organizzazioni di proprieta' del PKK gestiscono piu' di tre miliardi di euro annualmente.
Il governo ha lanciato un'intensa campagna diplomatica in Europa indirizzata a questo tema.Nei prossimi mesi vari membri di governo,in particolare il Ministro degli Interni  Beşir Atalay e il Ministro degli Esteri Ahmet Davutoğlu incontreranno le loro controparti europee e il tema numero uno dell'agenda di questi incontri saranno le attivita' del PKK in questi paesi.

ERCAN YAVUZ  ANKARA


30/07/2009
Il governo apre ai kurdi aspettando Ocalan

Non avendo nulla di concreto in mano, l'unica chance per il governo turco era quella di giocare d'anticipo. Un piccolo coup de theatre che ieri si è tradotto in una conferenza stampa a Ankara del ministro degli interni Besir Atalay. Per rispondere alla road map preparata dal presidente del Pkk, Abdullah Ocalan, che sarà resa pubblica il 15 agosto, il governo ha in queste ultime settimane giocato la carta della propaganda. «Stiamo lavorando - ha esordito Atalay - a un pacchetto per risolvere la questione kurda». Nessuna indicazione sul contenuto di questo pacchetto da parte del ministro che si è limitato a dire che «è un'iniziativa articolata sul breve, medio e lungo periodo». Atalay ha più volte ripetuto che il governo «ha intrapreso passi decisivi e coraggiosi per la risoluzione della questione kurda e continueremo a farlo. Crediamo che il problema kurdo possa essere risolto migliorando e rafforzando i diritti democratici dei nostri cittadini, assicurando che tutti possano considerarsi come liberi e uguali». Più democrazia e più libertà: questi i concetti chiave su cui si basa la proposta del governo. Da qui la necessità di parlare con tutti, ha detto Atalay, aprendo così la strada a un possibile incontro tra Erdogan e i rappresentanti del Dtp. Meeting fin qui sempre rifiutato dal primo ministro. In Turchia, l'annuncio di Ocalan e prima ancora la vittoria del Dtp, hanno aperto una fase storica. Per la prima volta un governo turco parla di soluzione della questione kurda. (Il manifesto 30-07-2009 http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20090730/pagina/08/pezzo/256206/ )

20/07/2009
Apo Ocalan prepara la pace

Eppur si muove. Nonostante il governo turco faccia di tutto per dare del paese un’immagine di stabilità, il paese di Ataturk è in fermento. Migliaia di persone scendono in piazza quasi quotidianamente per chiedere al governo di accettare la proposta di pace del Pkk. La società civile si ribella contro l’ingerenza dell’esercito negli affari politici del paese. I sindacati rivendicano il loro ruolo sfidando una legislazione che li penalizza escludendoli da molti luoghi di lavoro. Le donne prendono la parola per dire basta a una violenza domestica e più in generale di genere sempre più pesante. Gli omosessuali occupano le strade per chiedere rispetto.
Ieri si è aperto il secondo processo Ergenekon. La Gladio turca è alla sbarra e il pm chiede l’ergastolo per i generali Sener Euygur e Hursit Tolon, accusati di essere ai vertici dell’organizzazione che negli anni ha ordinato omicidi, pianificato golpe e fatto «sparire» centinaia di attivisti politici e sindacali. Insieme ai generali altre 54 persone sono imputate. Tra loro giornalisti, il presidente della camera di commercio, la moglie di un giudice della corte costituzionale. Altri 86 imputati sono sotto processo dallo scorso ottobre. L’udienza di ieri è stata aggiornata al 6 agosto. Ergenekon è venuta alla luce dopo la scoperta di 27 bombe a mano, il 12 giugno 2007, in una casa di Umraniye, a Istanbul. La casa era di proprietà di un generale dell’esercito in pensione. L’analisi delle bombe ha confermato che erano le stesse utilizzate in un attentato contro la redazione del quotidiano Cumhuriyet, nel 2006.
Ma gli occhi dei commentatori turchi sono da qualche giorno puntati su Imrali, l’isola-carcere in cui da dieci anni è detenuto Abdullah Ocalan. Il leader del Pkk ha fatto sapere tramite i suoi avvocati che tra metà agosto e il 1 settembre renderà pubblica la sua road map. Una proposta di pace che starà al governo turco decidere se cogliere o meno. Il Pkk dal canto suo ha prolungato il suo cessate il fuoco unilaterale fino al primo settembre proprio per consentire al presidente Ocalan di terminare la stesura della «yol haritasi», la road map appunto. Un documento che conterrà le proposte e le considerazioni che in questi mesi sono state discusse e approvate in Kurdistan, Turchia e Europa. Dagli intellettuali alle organizzazioni kurde della società civile, dai rappresentanti politici kurdi ai guerriglieri, tutti hanno avuto occasione di dire la loro sulla formulazione di una proposta per una soluzione negoziata del conflitto kurdo-turco. Nelle settimane scorse Murat Karayilan, membro del comitato centrale del Pkk, ha rilasciato un’intervista al giornalista di Milliyet Hasan Cemal. «Nessuno - dice Karayilan - può sconfiggere il Pkk militarmente e questo è ampiamente dimostrato dal conflitto in atto ormai da 25 anni». «Quando entrambe le parti coinvolte nel conflitto avranno cessato le azioni militari - prosegue -, il passo successivo è negoziare con Abdullah Ocalan. Se la Turchia non vorrà negoziare con Ocalan, l’alternativa è negoziare con la leadership del Pkk. Se anche questo non sarà accettato, l’alternativa è negoziare attraverso il Dtp o  un "comitato di saggi", composto da persone rispettate, che potrà avviare un dialogo con lo stato».
Quanto alla deposizione delle armi, come precondizione, Karayilan è chiaro. «Deporre le armi è una fase successiva. Prima le armi devono essere mute. Nessuno deve usarle. Nella prima fase le armi saranno mute, quindi comincerà il dialogo». La richiesta del Pkk è di «un Kurdistan democratico e autonomo. Quello che intendiamo per autonomia non significa federazione. Non si tratta di ritracciare confini. Quella che proponiamo è una soluzione che preserva l’unità dello stato».

Orsola Casagrande  il Manifesto 
Le Nazioni Unite chiedono alla Turchia perché sta arrestando degli adolescenti

 

ANKARA – Un’inchiesta da parte delle Nazioni Unite sui Tribunali turchi che condannano come terroristi ragazzi minori di 18 anni nell’area del sud-est sta innalzando il dibattito sul sistema giudiziario del paese.
 
Nel 2005, con un emendamento del Codice Penale Turco é stato allargato il raggio d’azione della legge anti-terrorismo. Pene più pesanti sono state introdotte per chi intenzionalmente commette un crimine a nome di un’organizzazione terrorista, pur non essendone membro.

Ragazzini che tirano sassi alla polizia o scandiscono slogan illegali a favore del fuori-legge Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) durante manifestazioni di piazza per esempio, vengono processati come membri di un organizzazione terrorista secondo la legge vigente. Esperti legali dichiarano che più di mille ragazzini sono stati posti sotto custodia negli ultimi due anni per questa ragione. Secondo l’Iniziativa per la Giustizia dei Bambini, attualmente ci sono almeno 300 bambini fra i 12 e i 18 anni detenuti in prigione.

Nella lettera al Ministro della Giustizia turco, le Nazioni Unite hanno posto una serie di domande concernenti la situazione dei ragazzini sotto i 18 anni che sono stati accusati secondo la legge anti-terrorismo, ha riportato l’edizione di mercoledì del quotidiano Sabah. Oltre al numero di questi bambini e alla definizione delle attività terroristiche, domande sul fatto che essi siano giudicati da un tribunale civile o militare, su come i loro diritti siano protetti, sul numero di bambini che sono stati usati dalle organizzazioni terroriste  in conflitto, e sulle misure che lo stato intraprende per prevenire questa situazione, sono fra le domande alle quali si deve presentare una risposta entro il 4 agosto.   

Esperti legali intanto sostengono che non c’è equilibrio tra pena e crimine commesso. È anche l’assenza di un Tribunale per i minori che porta a ingiustizie.   
 
“Dovrebbe esserci equilibrio fra pena e crimine. Con la legge così emendata, le persone, compresi i bambini, adesso sono giudicate come terroriste semplicemente per aver lanciato sassi contro la polizia in manifestazioni di piazza, anche senza essere membri di un’organizzazione terroristica” ha detto l’Avvocato Tahir Elçi del Foro di Diyarbakir.

Cruciale è stato l’emendamento del 2006

Elçi è uno di quelli che ha presentato un rapporto alle Nazioni Unite sulla questione, durante un incontro tenutosi a giugno. Egli ha anche criticato l’abolizione dei Tribunali minorili fatta con un emendamento alla legge anti-terrorismo nel 2006, dando ai Tribunali penali la facoltà di giudicare anche i bambini tra i 15 e i 18 anni previa autorizzazione speciale.
“Prima del 2006 i bambini, accusati secondo la legge anti-terrorismo, venivano giudicati comunque dal Tribunale minorile, dove c’erano procuratori preparati con capacità e conoscenze appropriate per giudicare dei bambini. Ora vengono giudicati come terroristi negli  Tribunali Penali Superiori”, ha detto Elçi. “E in Turchia non ci sono prigioni fatte a posta per i bambini. I bambini stanno con gli adulti nelle stesse prigioni”.

L’Avvocata Nalan Erkem dell’Iniziativa per la Giustizia per i Bambini ha dichiarato che i bambini sia mentalmente che fisicamente non erano coscienti che le loro azioni, tirare sassi o gridare slogans, fossero contro lo stato. “I bambini possono comprendere che tirare una pietra contro la polizia è un reato, ma non possono comprendere il significato delle loro azioni come atti di propaganda a favore di un’organizzazione terrorista. A quella età non sono consapevoli della gravità dei crimini” ha detto Ekrem.
 
“Coloro che hanno combattuto per il PKK sulle montagne possono essere rilasciati dopo un certo periodo di prigione, mentre i bambini sono considerati dei terroristi anche se hanno soltanto partecipato alla riunione di protesta di un’organizzazione terrorista contro l’incremento del prezzo del pane. Questa é un’ingiustizia” ha detto Ekrem.

Lei ha anche detto che i bambini sono stati giudicati da Tribunali Penali  Superiori senza prendere in considerazione altri fattori che potevano averli portati a commettere il crimine. I bambini non possono beneficiare dei diritti che normalmente gli sarebbero riconosciuti davanti a un Tribunale minorile. Il modo in cui vengono giudicati è contrario alla Convenzione ONU per i diritti del bambino.
 
Maltrattamenti nelle prigioni

Ethem Açıkalın, il presidente della sede di Adana dell’Associazione per i diritti umani (İHD), ha detto, allo stesso tempo, che l’IHD ha ricevuto denunce per traumi subiti dai bambini in carcere.

“Le famiglie dei bambini ci hanno detto che i loro bambini, gioiosi e socievoli prima di entrare in prigione, dopo hanno dimostrato sintomi di insonnia e introversione. I bambini hanno lamentato maltrattamenti subiti in prigione” ha detto. “La detenzione dovrebbe essere l’ultima soluzione, ma in Turchia viene sempre prima. Non ci sono bambini rilasciati prima di aver passato almeno tre mesi in prigione, e questo compromette il loro benessere mentale”.

Anche l’edizione di mercoledì del quotidiano Radikal ha confermato la situazione. I bambini che sono stati accusati di reati politici nella prigione di Maltepe-Istanbul, dove sono in sciopero della fame, hanno lamentato di essere stati picchiati, isolati, chiamati terroristi e perquisiti, ha riportato Radikal.
 
İzgi Güngör

Svizzera si ritira da maxi-progetto

7 lug 2009
BERNA - Svizzera, Germania e Austria si ritirano dal progetto di costruzione della grande diga di Ilisu, nella Turchia sudorientale. Le rispettive agenzie responsabili per la concessione della garanzia contro i rischi delle esportazioni (GRE) ritengono che gli obblighi contrattuali in fatto di protezione dell'ambiente, dei beni culturali e della popolazione locale non siano stati rispettati.
La Turchia e il consorzio di imprese impegnate nel progetto sono stati informati oggi della decisione, indica in una nota l'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE), un ente di diritto pubblico della Confederazione che assicura rischi politici, difficoltà di trasferimento, moratorie di pagamento e «casi di forza maggiore».
Alto 135 metri e lungo 1820, lo sbarramento idrico da realizzare sul fiume Tigri dovrebbe disporre di una capacità di 10 400 miliardi di metri cubi d'acqua.
Quattro gruppi svizzeri sono impegnati nella realizzazione del progetto: Alstom, Stucky, Colenco e la società ticinese Ingegneria Maggia. In un primo tempo la Confederazione aveva accordato alle quattro imprese GRE per complessivi 225 milioni di franchi. Vienna e Berlino avevano concesso garanzie analoghe alle loro società.

Reporter di un quotidiano kurdo condannato a 7 anni di prigione
20.06.2009 11:44

ADANA (DİHA) – Il giornalista Emre Erdem,che lavora per il giornale kurdo Azadiya Wela, è stato condannato a 7 anni di prigione con l'accusa di avere perso parte ad una manifestazione non autorizzata ad Adana. Emre Erdem è  in prigione sin dal 5 di Marzo. Il giornalista venne arrestato quando era andato alla corte per un comunicato e inviato in prigione il 5 Marzo con l'accusa di aver fatto propaganda per un'organizzazione illegale e per avere commesso un crimine in nome di un organizzazione illegale. Erdem e altre quattro persone,che sono state arrestate in seguito a perquisizioni della polizia nelle abitazioni,sono state condannate a 7 anni e un mese di prigione dalla settima sezione della corte penale.

Una canzone kurda costa tre anni di carcere
20.06.2009 12:08
İSMAİL YILDIZ

İSTANBUL (DİHA) – Sahe Bedo e' stato condannato a 3 anni e un mese di prigione per avere cantato una canzone kurda. Un altro caso che è stato aggiunto alle "danze e canzoni separatiste". Sahe Bedo (Sahin Gunes) aveva commesso il crimine  secondo il sistema giudiziario quando aveva cantato una canzone kurda durante il suo concerto. Il suo "crimine" e' di avere svolto propaganda per un organizzazione illegale ed è stato punito con un tre anni e un mese di prigion e.Di quale canzone e' colpevole non e' comunicato nel suo fascicolo.
Şahe Bedo e gli organizzatori del suo concerto sono stati sotto processo sin dal Newroz del 2008 per aver svolto propaganda per il PKK.Oltre a questo Bedo e' anche sotto processo per un altro concerto dove le canzoni kurde sono state da lui suonate. La sua condanna ha raggiunto in totale tre anni ed un mese di prigione,mentre gli organizzatori del concerto sono stati condannati ad 1 anno di prigione con l'accusa di propaganda per un'organizzazione illegale. Şahe Bedo ha dichiarato:"Io sto lottando contro le contraddizioni del governo e del sistema. Questa e' una contraddizione:  tu punisci una canzone kurda mentre utilizzi un canale televisivo kurdo".

La polizia tortura M.A di 13 anni e suo padre
20.06.2009 12:21
HACİ GÜNEŞ

İZMİR (DİHA) – Il tredicenne M.A e suo padre, che stavano vendendo, sono stati torturati dalla polizia e dai poliziotti municipali a Şirinye nel distretto di Izmir. Secondo le dichiarazioni Metin Aykal ed il figlio 13 enne stavano vendendo quando la polizia ha cercato di prevenirli. I poliziotti municipali li hanno picchiati fino allo svenimento e la polizia è intervenuta sul caso e li hanno trattenuti per picchiarli fino a portarli in ospedale. Persino peggio, la polizia li ha tenuti sotto custodia fino a  quando il padre ha riacquistato conoscenza. Il padre ha dichiarato che lui e il figlio minorenne sono stati torturati dai poliziotti municipali e dalla polizia in pubblico. Metin Ayka e suo fuglio hanno un referto medico dell'ospedale che dimostra che loro sono stati picchiati. Lui ha inoltrato denuncia contro i 12 poliziotti municipali e 3 ufficiali di polizia e si e' rivolto all'associazione dei diritti umani della sezione di Izmir e alla fondazione per i diritti umani di Turchia-TİHV-per assistenza legale.

Soldati picchiano minori su di un veicolo per detenuti
20.06.2009 12:41
HAŞİM ABAK

MARDİN (DİHA) –  I soldati picchiano minori M.O. (17) e P.İ. (17) per avere cantato una canzone su di un veicolo durante il loro trasferimento dalla corte alla prigione chiusa di tipo E di Mardin.
Secondo le dichiarazioni M.O. (17) e P.İ. (17) sono stati picchiati dai soldati nel veicolo mentre stavano tornando alla prigione dopo la loro udienza il 16 giugno.
Le famiglie dei minori citati si sono rivolte alla sezione dei Diritti umani di Mardin per chiedere assistenza legale e i legali di IHD  hanno svolto una ricerca circa le dichiarazioni.Successivamente alle ricerche e'stata confermato che sui corpi dei minori detenuti vi sono macchie nere e blu. Il legale Erdal Kozu e il responsabile di IHD di Mardin ed anche l'avvocato Hüseyin Cang hanno dichiarato questo:usare la violenza su questi minori e' fuorilegge e tutte le azioni necessarie devono essere prese per punire gli ufficiali responsabili e i soldati.
Inoltre hanno aggiunto: i minori sono stati picchiati per avere cantato una canzone su di un veicolo e dopo sono stati insultati attraverso queste affermazioni:"Tu sei armeno, tu sei terrorista. Loro sono stati picchiati come sono stati ammanettati mentre stavano tornando alla prigione. Anche su queste violenze e serie ferite non è stato dato loro nessun referto medico. Loro sono persone minori e hanno bisogno che vengano trattati come minori come la legge turca prevede. Noi stiamo facendo tutto il possibile per punire i responsabili portandoli davanti alla corte.

Minore di sedici anni condannato a 6 anni e 11 mesi  in prigione per la seconda volta
20.06.2009 13:16
ERSİN ÇELİK

ADANA (DİHA) – Un minore di 16 anni e' stato condannato a 6 anni e 11 mesi di prigione per la seconda volta per avere svolto propaganda per un'organizzazione illegale e per essere membro di una organizzazione illegale dalla 6° sezione penale per crimini gravi della corte di Adana.T.T; e' stato posto sotto custodia l'8 febbraio 2008 per avere partecipato ad un evento durante il congresso dalla Casa della democrazia e della cultura. Dopo aver scontato cinque mesi di carcere e' stato rilasciato. La 7° sezione penale della corte di Adana per crimini gravi lo ha condannato a 6 anni e 11 mesi in prigione. In conseguenza a questa condanna anche la 6° sezione penale di Adana ha preso una decisione per T.T.Secondo la decisione della corte e' stato condannato a 6 anni e 11 mesi di prigione per la stessa accusa. Cosi il minorenne deve stare in prigione circa 15 anni. La punizione ha aggiunto un nuovo precedente al cattivo primato del sistema giudiziario turco.

Assoluzione degli assassini di un bambino di 12 anni
20.06.2009 13:57
HAŞİM ABAK

MARDİN (DİHA) –Gli assassini del dodicenne Ugur Kaymaz, che e' stato ucciso con suo padre di fronte alla propria casa da 13 pallottole dei militari in Mardin-Kiziltepe, sono stati assolti e questa decisione rende la famiglia Kaymaz arrabbiata. La famiglia porterà il caso alla Corte europea dei diritti umani per avere giustizia.
La corte penale per reati gravi di Eskisehir ha trovato ragionevole l'omicidio di un ragazzo di dodici anni e ha assolto gli assassini.Questa decisione ha ucciso il piccolo ragazzo una seconda volta,questa volta accoltellandolo alle spalle.La famiglia Kaymaz e i suoi avvocati porteranno il caso alla corte Europea dei diritti umani per cercare giustizia per il loro bambino.
L'avvocato della famiglia Kaymaz Huseyin Cangir ha dichiarato che il raggiro sul caso è iniziato quando la corte ha assunto la decisione di portare il caso in un'altra citta' come Eskisehir invece di continuare il processo agli assassini a Mardin,dove il caso e' avvenuto.
Attacchi occasionali agli avvocati e ai membri della famiglia Kaymaz si sono succeduti a questo caso per prevenire la partecipazione di altri querelanti.Secondo gli avvocati le necessita del caso non sono state praticate durante il processo ai presunti assassini,cosi come le ricerche sul luogo del delitto e l'ascolto dei testimoni.Cangir ha anche sostenuto che questo e' un esempio reale per mostrare come la giustizia lavora o meno in Turchia.
Anche la madre di Ugur Kaymaz e' arrabbiata a causa della decisione;mio figlio e mio marito non erano dei terroristi ma loro sono stati assassinati.Gli assassini hanno bisogno di essere puniti sin da quando hanno ucciso il mio adorato senza una ragione di fronte a noi.Io non posso accettare di pensare che loro sono liberi.La nonna Emine Kaymaz:noi non rinunceremo a seguire il caso;se noi non lo faremo loro uccideranno piu' bambini di allora e molte famiglie soffriranno come noi.Il vero assassino e' lo stato e cosi noi non vogliamo  lasciare il caso,cosi come lo stato vuole.
Lo zio Resat Kaymaz:mio nipote nipote e' stato ucciso un'altra volta dal sistema giudiziario e questo e' inaccettabile.Nessuno che si ritenga un'essere umano puo' considerare questa decisione come corretta. Né mio nipote  ne mio fratello avevano una pistola quando sono stati uccisi. Quale tipo di autodifesa sarebbe avvenuta contro gente disarmata, tra cui un bambino secondo il giudice? Noi vogliamo portare il caso alla Corte europea dei diritti umani.

Due membri del Dtp arrestati in relazione a operazioni ancora in corso contro il DTP
20.06.2009 14:23

DİYARBAKIR (DİHA) –Due membri del DTP sono stati arrestati a Diyarbakir in relazione a operazioni in corso contro il DTP. Bahri Seker e Abdurrahim Tanrıverd sono stati arrestati con l'accusa di essere membri del braccio armato del KCK, il PKK , e inviati alla prigione di tipo D di Diyarbakir mentre altre 8 persone sono state ilasciate. Seker  e Tanrıverdi sono stati posti sotto custodia come parte di un'operazione di detenzione nei confronti del Dtp iniziata il 14 aprile. Successivamente alle loro dichiarazioni al dipartimento di polizia Şeker e Tanrıverdi e anche altri 8 dirigenti del Dtp sono stati inviati alla corte di Diyarbakir per il processo. Alla fine del processo i due sono stati inviati alla prigione di Diyarbakir.

Le madri del sabato svolgono il loro 221° sit in per ritrovare gli scomparsi
20.06.2009 16:29

İSTANBUL (DİHA) –
Le madri del sabato hanno tenuto il loro 221 sit in di fronte alla scuola superiore Galatasaray per ritrovare gli scomparsi. Le madri hanno chiesto alle autorita' di fare un passo in relazione a ritrovare reali informazioni circa il destino delle persone scomparse."Gli assassini sono dichiarati dove sono gli scomparsi"hanno dichiarato  ancora una volta le madri della pace davanti alla scuola superiore Galatasaray,esattamente per la 221a volta.Un'altra  storia che ha spezzato il cuore e' stata condivisa durante il sit in.Questa volta lo scomparso e' stato un bambino di 13 anni Seyhan Dogan.Lui e' stato preso dalla gendarmeria della stazione di Mardin-Dargecit.Ci sono 6 persone,incluso il padre di Seyhan Dogan ,che da allora non possono parlare a causa della tortura.La famiglia di Doğan ha chiesto di unire il loro il loro caso a Ergenekon al fine di una nuova indagine.

Se tu ti lamenti meriti di essere torturato come un prigioniero
19.06.2009 10:11

MARDİN (DİHA) – Secondo le dichiarazioni tre prigionieri sono stati picchiati con bastoni e con delle assi mentre si lamentavano del sistema di fognature del carcere di tipo M di Midyat.Anche le prigioni di Mardin sono sotto osservazione a causa della violazione dei diritti dei prigionieri.Mehmet Demiray, Abdulkadir Uygar e Seyhmus Pala si sono lamentati circa il sistema di fognature nelle carceri di Mydiat e sono stati picchiati dai guardiani attraverso bastoni e assi.Secondo i familiari i prigionieri,i detenuti non possono spogliarsi per un lungo periodo a causa degli odori del bagno.Allora tre di essi avevano deciso di lamentarsi.Dopo essere stati picchiati dallo staff delle prigioni,sono stati messi in una cella singola anziche' essere portati in ospedale. D'altro canto ci sono alcune violazioni dei diritti nella prigione di Mardin che sono state dichiarate dalle famiglie dei prigionieri.Secondo le dichiarazioni delle famiglie c'e' un 'estremamente pesante oppressione sui prigionieri,come punizioni disciplinari arbitrarie,oppressione psicologica e maltrattamenti.Entrambe le famiglie dei detenuti delle prigioni di Mardin e di Midyat chiedono alle organizzazioni non governative e agli attivisti di agire al fine di attirate l'attenzione sulle condizioni delle prigioni.

Intellettuali lanciano una campagna per sostenere il giornalista Nedim Sener

19.06.2009 10:20

İSTANBUL (DİHA) –Una campagna e' stata lanciata da intellettuali per sostenere il giornalista Nedim Şener per il quale sono stati chiesti 28 anni di carcere per il suo libro intitolato "Disinformazione sul caso Hrant Dink". "Noi ci stiamo sostenedo a vicenda" e' il nome della campagna lanciata dagli intellettuali per il reporter che lavora per Milliyet  e per il quale sono stati chiesti 28 anni di carcere per il suo libro intitolato "Disinformazione sul caso Hrant Dink".I sostenitori di Nedim Sener hanno preparato un articolo per richiamare gli attivisti per essere presenti alla sua udienza il 26 giugno alla corte di Sultanahmet

33 abitanti di un villaggio arrestati per avere sostenuto i lavoratori licenziati a Batman
19.06.2009 10:39

BATMAN (DİHA) – 33 abitanti di villaggio su 100 detenuti,che avevano sostenuto 18 lavoratori licenziati,sono stati arrestati durante gli scontri con la polizia.Prima di essere licenziati i lavoratori avevano lavorato per la Canada-PEMİ nella zona della benzina Selmo.100 abitanti di villaggio erano stati posti sotto custodia mentre stavano protestando contro la compagnia petrolifera Canada-PEMİ che aveva licenziato 18 lavoratori e aveva portato lavoratori da Ankara.33 di loro sono stati arrestati dopo la prima udienza. I lavoratori licenziati provengono dalle vicinanze così come i dimostranti.Successivamente al comunicato dei detenuti 33 di loro sono stasti arrestati dal procuratore della repubblica.Attorno alla corte c'erano migliaia di manifestanti che stavano protestando contro gli arresti dei contadini.

All'ordine del giorno la riconquista dei nomi kurdi
19.06.2009 10:57

VAN (DİHA) –I membri del consiglio provinciale di Van del Partito della societa' democratica(DTP) hanno intrapreso una iniziativa per riconquistare i nomi Armeni o Kurdi dei villaggi,  delle città o dei luoghi. I nomi dei luoghi, inclusi città, villaggi, contee e parchi sono stati cambiati e non ci sono nomi consentiti per anni nella regione, oltre che quelli in Turco. La gente è confusa  con i nomi in Turco e non sono usati praticamente quei nomi ad eccezione nei documenti ufficiali, ha sostenuto il membro del consiglio provinciale Senar Elter. Egli ha valutato la loro iniziativa come un passo per una maggiormente democratica e un positivo sviluppo nel problema kurdo se le loro richieste avranno una risposta in senso affermativo.

Le operazioni  militari continuano a Sirnak
19.06.2009 11:49

SIRNAK (DİHA) –Le operazioni militari stanno continuando a Beytussebap(Elke) distretto di Sirnak. Le operazioni citate sono iniziate una settimana fa attorno alle campagne di Besagac (Hemka) e nella zona di Sora Xele. Anche le guardie di villaggio stanno partecipando nelle operazioni. Sin dall'inizio delle operazioni il pascolo dei greggi e' stato vietato. Le operazioni secondo le informazioni ottenute dureranno fino a lunedì.

Trovati i resti di due abitanti di villaggio uccisi 15 anni fa
19.06.2009 12:17

VAN (DİHA) – Due abitanti di villaggio uccisi 15 anni fa dopo essere stati posti sotto custodia dalla gendarmeria, sono stati ritrovati in un villaggio nei pressi di Hakkari. Secondo i risultati delle analisi tracce di proiettili sono state ritrovate sui corpi dei contadini.Recep Kurt e Kerim İncin,  probabilmente sono stati uccisi dalla gendarmeria dopo essere stati posti posti sotto custodia e i loro corpi sono stati ritrovari nel villaggio di Yukarı Taşbası(Keletane). Tracce di di proiettili sono stati ritrovati  sui resti durante le analisi dell'istituto di medicina forense.I  resti verranno inviati all'istituto di medicina forense di Istanbul per il test del Dna. Il caso di Kurt e İncin e' ancora presso la Corte Europea dei diritti umani.

Questa e' la storia della scomparsa dei due contadini

Kerim İncin era tornato al villaggio dall'Iran.Allora egli ebbe una discussione con il capo villaggio.Secondo le dichiarazioni del figlio di Icin,dopo il diverbio suo padre venne posto sotto custodia.
Era stato detenuto per due giorni e  ucciso dalla polizia.Nessuna autorizzazione era stata data per seppellire il corpo di Kerim İncin ,persino attraverso il ricorso dei famigliari alle autorita'.
D'altro canto il fratello di Icin aveva anche dichiarato che suo fratello era stato colpito dalla gendarmeria in conseguenza al tentativo di suicidio con un'accetta.Anche i guardiani di villaggio hanno contribuito alla sua uccisione.Ci sono molte dichiarazioni su come questi abitanti di villaggio sono stati uccisi.Alcune testimonianze sostengono che loro sono stati uccisi dopo essere stati inchiodati alle loro mani,mentre altri sostengono che questi due abitanti di villaggio sono stati legati ad un albero .L'avvocato Cemal Demir e i familiari dell'ucciso Icin e Kurt si sono applicati per rendere chiara la dichiarazione che loro sono stati uccisi dopo l'operazione nel villaggio Yukarı Taşbaş(Keletane).Il legale Demir ha portato il caso alla Corte Europea dei Diritti Umani sin da quando nessun risultato e' stato ottenuto da richieste ufficiali.Il caso e' ancora in corso presso la Corte europea .Ci sara' il test del Dna per dedurre l'identificazione dei corpi in modo certo.Secondo l'avvocato l'identificazione degli assassini ara gia' conosciuta sin da quando era successo il caso.Successivamente al test del Dna i corpi verranno dati ai familiari che dicono di non aver mai abbandonato il caso.

Quattro persone arrestate ad Aydin
19.06.2009 12:52

AYDIN (DİHA) -Quattro persone  poste sotto custodia dopo perquisizioni della polizia nelle loro abitazioni, per avere preso parte alle celebrazioni del Newroz tenutesi a Davutla nella contea di Kusadas nel distretto di Aydin ,sono state arrestate.La polizia ha organizzato perquisizioni nelle abitazioni ad Aydin per porre le persone sotto custodia per avere cantato slogan illegali durante le celebrazioni del  Newroz.In seguito alle perquisizioni quattro persone sono state arrestate e poste sotto custodia.Gli arrestati Caner Akdemi,Nime,Fatih,Fatih sono stati inviati al carcere di tipo F di Aydin.

Strillone di Azadiya Welat posto sotto custodia
19.06.2009 13:46

BATMAN (DİHA) - Cuma Alokmen, distrubutore di Azadiya Welat e' stato posto sotto custodia per avere distribuito la pubblicazione illegale mentre stava svolgendo il proprio lavoro a Batman. Alökmen e' stato portato nella sezione giovanile del dipartimento di polizia di Batman.

Non lasciamola morire in prigione
19.06.2009 14:45

ADANA (DİHA) – L'associazione dei famigliari dei detenuti ha dichiarato:"Non lasciamola morire in prigione", riferendosi a Guler Zer che come detenuta sta ricevendo un trattamento per il cancro in prigione.Gule Zere sta ricevendo le cure per il cancro nel carcere femminile chiuso di Karatas a Adana.I membri dell'associazione di solidarieta' dei familiari dei prigionieri-Tayad-hanno chiesto che venga rilasciata attraverso un comunicato stampa. Il comunicato stampa e' stato condiviso da altre ONG collegate ai diritti dei prigionieri politici,attivisti e partiti politici.
Secondo il comunicato stampa le condizioni di detenzione di Zere non sono appropriate per una persona ammalata di cancro. D'altro canto l'operazione medica per rimuovere il tumore e' stata ritardata anziché essere svolta il prima possibile. La gente ha chiesto di essere sensibile e di agire per la situazione di Guler Zere. La detenuta Güler Zere, che è in prigione da14 anni, sta ricevendo le cure per il cancro nell' Ospedale di ricerca di Balcali sin dal 2008.

Membro del Movimento libero e democratico delle donne detenuta
19.06.2009 17:49

BİTLİS (DİHA) – Seyman Kandarcıoglu membro Movimento libero e democratico delle donne-DÖKH- è detenuta dalla polizia del dipartimento di polizia di Bitlis.
Secondo le informazioni ottenute è stata portata al dipartimento di polizia di Bitlis.

Operazione militare a Lice-Diyarbakır
12.06.2009 16:15

DİYARBAKIR (DİHA) – Un'operazione militare si e' svolta nelle campagne di Lice distretto di Diyarbakir.Secondo le informazioni ottenute l'ampia operazione e' stata intensificata attorno ai villaggi di Derxist, Cemar e  Cınezur mentre una gruppo per le operazioni speciali,munizioni e e elicotteri del tipo Scorsky sono stati inviati nella zona delle operazioni.Le operazioni stanno continuando attraverso l'ampliamento.

Il numero dei detenuti aumenta a 20 inclusi 5 bambini a Bingol
12.06.2009 16:05

DİYARBAKIR (DİHA) – Le perquisizioni nelle case dei membri e dei dirigenti e nella sede del DTP di Bingol stanno continuando.Il numero dei detenuti e' aumentato a 20 inclusi 5 bambini.
In seguito alle perquisizioni della polizia  proveniente dal dipartimento di polizia di Bingol 20 persone incluso 5 bambini sono stati posti sotto custodia e portati al dipartimento.
Le ragioni della custodia non sono state spiegate dal dipartimento come a causa di una decisione segreta.Secondo le informazioni ottenute le operazioni stavano continuando al momento della notizia.

Dirigente del Dtp arrestata presumibilmente per avere aiutato  e favoreggiato un'organizzazione illegale
12.06.2009 15:56

MUŞ (DİHA) - La dirigente Zozan Kalbişen della sezione del Dtp di Malazgirt e' statoa arrestata mentre stava andando al dipartimento di polizia di Malazgirt per prendere una comunicazione. Il dirigente del DTP di Malazgirt  Zozan Kalbişen e' stato arrestato presumibilmente per avere aiutato e favoreggiato un'organizzazione illegale.Lei dopo essere stata arrestata e' stata inviata in prigione.

Si diffondono le reazioni contro la chiusura del giornale Gunluk
12.06.2009 15:25

İZMİR (DİHA) -Si stanno moltiplicando le reazioni contro la chiusura del giornale Gunluk.Le numerose Ong,partiti politici e sindacati,come TZP kurdi,Mesopotamia Cultur Centre( MKM-Der),l'associazione dei diritti umani (IHD),il Partito della societa' democratica(DTP) a Izmir e Malazgirt,il Partito del lavoro(EMEP)il Partito socialdmocratico(SHP) il Partito della democrazia (ODP) cosi come scrittori e intellettuali hanno condannato la decisione della 12a sezione penale di chiudere il giornale in tutta la Turchia. Il responsabile della sezione di Izmir di TZP Kurdi Xecê Şen,il membro del consiglio esecutivo del Mesopotamia Cultur Centre( MKM-Der) sezione di Izmir Ercan Yaşa,una rappresentante della sezione di IHD di Izmir  Ahmet Alagöz,il dirigente del SPD della sezione di Izmir ,Volkan Köse,il vice presidente di ÖDP Alper Taş,lo scrittore İnci Hekimoğlu,la ballerina Zeynep Tanbay,l'accedemico Özgür Sevgi Göral,il segretario di EMEP Levent Tüzel e la sezione del DTP di Malazgirt hanno rilasciato un comunicato stampa per mostre le loro reazioni contro la chiusura del quotidiano Gunluk.
I protestanti hanno valutato la chiusura di Gunluk come di proposito per bloccare il processo di pace dal governo intollerante.
Riferendosi alle ultime promesse del Primo ministro e del Presidente hanno condiviso la stessa idea sul caso di chiusura.Questa e' ipocrisia e da allora i discorsi e le pratiche sono state differenti.

Lo sciopero della fame dei bambini detenuti e' finito
12.06.2009 13:39

İSTANBUL (DİHA) –Lo sciopero della fame dei 6 bambini durato sei giorni nel carcere di Maltepe e' terminato.I bambinio detenuti hanno svolto uno sciopero della fame per protestare contro i maltrattamenti dell'amministrazione della prigione.I sei bambini sono stati arrestati successivamente alla manifestazioni di protesta del 15 febbraio.La scorsa settimana i bambini hanno iniziato uno sciopero della fame per essere stati picchiati dalle guardie in prigione.
Secondo il padre del prigioniero V.B la situazione dei bambini detenuti non e' buona e i bambini hanno interrotto lo sciopero della fame dopo che una commissione e' andata a visitarli.

Nuovo metodo della polizia per costringere le persone a diventare agenti; polizia psicologica
12.06.2009 12:36

BURSA (DİHA) – Probabilmente la polizia sta usando la polizia psicologica come nuovo metodo per costringere la gente a diventare agente a Bursa.
Murat Abi,  dello staff della rivista pro kurda Ozgur Halk(Popolo libero) ha dichiarato di essere stato forzato a diventare agente della polizia dalla polizia psicologica nel dipartimento di polizia di Bursa.Murat Abi e' stato posto sotto custodia mentre stava camminando attorno alla citta'.Egli e' stato costretto a diventare agente durante la sua custodia nel dipartimento di polizia di Bursa.
Secondo le dichiarazioni di Murat durante la sua custodia arrivo' uno spicologo per parlare con lui.
Murat aveva respinto le offerte del psicologo quando gli era stato detto di lavorare per la polizia.Allora gli altri poliziotti lo avevano picchiato in testa e sul collo.Dopo di questo e' stato minacciato
di non ritornare a Bursa.Murat spiega:mi hanno preso all'istituto di medicina forense dopo avermi picchiato.La polizia mi ha fatto pagare il prezzo della visita.Ho pagato 30 lire turche.Successivamente alle visite io sono stato preso dal procuratore che  ha minacciato me come la polizia.Io faro denuncia contro la polizia ed il procuratore.

Operazioni di polizia contro il Dtp;15 arresti inclusi due bambini

12.06.2009 11:54

BİNGÖL (DİHA) –15 individui inclusi due bambini sono stati arrestati dopo operazioni simultanee della polizia nelle ore del mattino dopo perquisizioni nelle case e nella sede provinciale del DTP.
Operazioni di polizia contro il DTP questa volta sono state svolte a Bingol.La polizia e la gendarmeria hanno perquisito abitazioni appartenenti a membri e dirigenti del DTP e l'edificio del DTP provinciale. In seguito alle perquisizioni  15 persone incluso due bambini minori sono stati portati al dipartimento di polizia di Bingol.Questi sono i nomi dei detenuti:
Segretario della sezione del DTP di Bingol e primo candidato Ö. Faruk Ersöz, Bedri Anşin, Mehmet Çiçek, İsmail Barasi, Helin Kaya, H.A., F.C., Ahmet Bilmez, Arif Koç, Sercan Aydın, Fatih Eroğlu, Bünyamin Çaka, Seval Aydın, Elif Erik and Tayfun Demirci.

Ancora violenza della polizia contro un cittadino
12.06.2009 11:29

SAFİYE ALAĞAŞ /REMZİ COŞKUN

İZMİR (DİHA) - Abdurahman Timur Eşrefyıl  ha dichiarato di essere stato attaccato da due poliziotti la attraverso gas al peperoncino e  manganelli senza nessuna motivazione mentre stava cenando con  alcuni amici a Izmir. Eşrefyıl si e' rivolto alla sezione di Izmir dell'associazione dei diritti umani.Cittadini di fronte alle violenze della polizia ancora una volta.
Abdurahman Timur Eşrefyı e 12  suoi amici stavanocenenando al porto di Alsancak mentre si sono trovati di fronte ad un'attacco della polizia.Secondo le dichiarazioni di Eşrefyı durante la cena una macchina della polizia e' entrata nel porto e due poliziotti hanno incominciato a diffondere gas al peperoncino sui loro occhi e a picchiarli con i manganelli.In seguito all'attacco della polizia Eşrefyıl e i suoi amici sono stati detenuti per avere fatto rumori molesti.
Egli si e' rivolto all'associazione dei diritti umani di Izmir per fare denuncia ai poliziotti.Eşrefyıl si e' rivolto anche al procuratore della repubblica di Izmir.

9 studenti posti sotto custodia
11.06.2009 13:25

SİİRT (DİHA)-9 studenti sono stati posti sotto custodia in seguito alle perquisizioni della polizia nelle loro abitazioni a Siirt.La polizia del dipartimento di polizia di Siirt ha perquisito la mattina presto 4 abitazionidove vivevano studenti dell'universita' di Siirt.In seguito alle perquisizioni nelle case 4 studenti sono stati posti sotto custodia.
Tra i nove studenti detenuti ci sono sono Necdet Esmer, İzzet Yiğit, İbrahim Akın, İbrahim Bulak, Gökhan Yaman and Derya Yurtsever che sono stati portati al dipartimento di polizia di Siirt.
Nessuna informazione e' stata ancora ottenuta sulle ragioni della loro detenzione.

Guardiani del villaggio accoltellano cittadino
11.06.2009 16:58

VAN (DİHA) –I guardiani del villaggio hanno accoltellato un cittadino di nome Aydın Karaca.Karaca e' stato portato all'ospedale mentre il padre dell guardiano autore dell'attacco e' stato posto sotto custodia al posto di suo figlio. Seriamente ferito Aydın Karaca e' stato sottoposto a cure intensive fino a che le sue condizioni si sono stabilizzate.Il padre di Aydın Karaca,Giyasettin Karaca ha sostenuto che questo evento evidenzia ancora una volta il terrore delle guardie contro la gente.Ha anche aggiunto che le guardie abbiano raggirato la legge quando Mecnun Tülay e' stato arrestato al posto del reale aggressore.Guyasettin Karaca ha continuato a dire "le pistole dei guardiani di villaggio e necessario che vengano ritirate.Loro sono una barricata difronte alla pace sociale.Il sistema delle guardie di villaggio deve essere abolito.

105 corpi trovati a Kulp-Diyarbakir
11.06.2009 12:22

SALİH YEŞİL

DİYARBAKIR (DİHA) -105 corpi appartenenti a persone non identificate come vittime di autori sconosciuti sono stati trovati a Kulp nel distretto di Diyarbakir.IHD afferma che presumibilmente
quelle vittime sarebbero state uccise dal comando di montagna Bolu e dai guardiani dei villaggi negli anni 90.
Il primo passo dell'indagine della sezione dei diritti umani di Diyarbakir circa i corpi non identificati e' finita.105 corpi non identificati sono stati confermati e ora i proprietari dei corpi e i loro familiari hanno necessita' di essere trovati per scoprire i numerosi casi collegati a autori sconosciuti negli anni 90.
Secondo le dichiarazioni di IHD queste persone sono state uccise dalle brigate del commando di montagna Bolu e dai gguardiani di villaggio.I familiari delle persone scomparse stanno attendendo per rivolgersi all'associazione dei diritti umani per confermare e scoprire l'identificazione dei corpi,ha sotenuto il responsabile di IHD di Diyarbakir Muharrem Erbey.
Il commando Bolu ha seminato terrore e orrore a quel tempo.E quaeto effetto sta ancora continuando.La gente e' impaurita nel raccontare gli incidenti accaduti nella regione.Lo stato e' l'attuale responsabile a causa di questi casi sin da quando i guardiani di villaggio e il commando hanno esercitato  autorita' estrema durante le loro attivita'.
Lo stato deve scusarsi con i familiari delle vittime basandosi su questa realta' e anche aiutare noi e loro e dedurre il resto del fato.Erbey ha invitato la gente,che sono parenti delle vittime,a rivolgersi all'associazione dei diritti umani,per aiutarli nel test del Dna al fine di svolgere l'identificazione delle scoperte.
Numerose uccisioni non identificate  sono avvenute nel corso degli anni 90.Accanto a queste numerosi guerriglieri del PKK sono stati sepolti insieme nella stessa tomba.Sempre accanto a questi la gente che' stata posta sotto custodia,non e' piu' stata sentita dopo la custodia.
Le brigate del commando Bolu che era veramente impopolare a causa delle loro operazioni nella regione,sono state mantenute al loro compito nello stesso periodo.I corpi non identificati non sono stati registrati da nessun atto formale dello stato e i corpi sono stati sepolti con i loro vestiti senza cerimonia religiosa.

Indagini per un reporter di Dicle Haber per aver commesso un crimine in nome di un'organizzazione illegale
11.06.2009 10:59

ADANA (DİHA) – Un fascicolo e' stato aperto circa il giornalista Murat Kolca di Diha presumibilmente per aver commesso un crimine per conto di un'organizzazione illegale mentre svolgeva il suo lavoro.
Incessanti indagini stanno piovendo contro lo staff di Diha.Recentemente per il reporter di Diha Murat Kolca e' stato chiamato dal procuratore della repubblica di Tarsus per avere commesso un crimine per conto di un'organizzazione illegale,implicitamente il PKK,mentre svolgeva il proprio lavoro seguendo le attivita' di una petizione,il 13 agosto 2008 a Tarsus distretto di Mersin, dove gli attivisti dicevano nella loro petizione "Siamo criminali anche noi se dire Mr Ocalan e' considerato un crimine.
Le indagini su Kolca sono state avviate dal procuratore di Adana e dalla 8a sezione della corte che lo ha convocato con l'accusa di commettere un reato per conto di un'organizzazione illegale.
La prima udienza si terra il 15 Giugno. Murat Kolca  ha affermato che ero al lavoro come tanti colleghi.Io non ho idea perche' questo capitolo e' stato aperto.Le oppressioni stanno aumentando,in particolare nei confronti della stampa di opposizione.

Marcia della pace ostacolata dalla polizia a Siirt
10.06.2009 15:50

SİİRT (DİHA) – La marcia della pace dell'asemblea della pace di Siirt e di alcune Ong e' stata ostacolata dalla polizia a Siirt.La marcia della pace e' stata ostacolata dalla polizia a Siirt dove membri e rappresentanti di Ong,sindacalisti,membri dell'assemblea della pace di Siirt e deputati del Dtp hanno partecipato cosi come sindaci del DTP.
Circa 100 partecipanti hanno cantando slogan e portando striscioni hanno iniziato a marciare verso Eruh.a causa della partenza la polizia voleva fermare i manifestanti.Il sindaco di Siirt Selim Sadak ha discusso con la polizia al fine di permettere la marcia della pace.
La marcia stessa e' stata fermata quando i dimostranti sono arrivati al centro di educazione popolare,dove si sono tenuti degli interventi dai membri dell'assemblea e del sindaco di Siirt Selim Sedak.
Gli oratori hanno espresso le richieste di pace al governo come l'istituzione come una commissione per negoziare la soluzione, e la demolizione del sistema dei guardiani di villaggio al fine di creare un'atmosfera libera dalla violenza.Successivamente i manifestanti si sono diretti verso la sede del DTP cantando slogan.Il reporter di Diha e' stato ostacolato mentre egli svolgeva il proprio compito.

IHD ricerca i corpi dei guerriglieri a Diyarbakir

10.06.2009 13:58

DİYARBAKIR (DİHA)- La sezione dell'associazione dei diritti umani-IHD- di Diyarbakir cerchera' per i corpi di due guerriglieri che sono stati uccisi 9 anni fa durante il conflitto armato nel villaggio di Bayir(Dinera) a Kulp-Diyarbakir.
Il responsabile della sezione di IHD di Diyarbakir Muharrem Erbey e uno degli avvocati membri dell'esecutivo Serdar Çeleb esaminerranno i cadaveri nell'area comunicata per trovare i corpi di due guerriglieri.Secondo le affermazioni,i guerriglieri menzionati sarebbero stati uccisi durante il conflitto armato e sotterrati con i loro vestiti. IHD di Diyarbakir si rivolgera' al procuratore al fine di aprire i corpi per ottenere certe informazioni.

L'Assemblea della pace in Tuchia;la soluzione e' stata bloccata
10.06.2009 13:45

İSTANBUL (DİHA) –La soluzione e' stata bloccata sostiene l'assemblea della pace in Turchia,riferendosi alla chiusura del giornale quotidiano Günlük.L'assemblea della pace in Turchia ha condannato l'oppressione del giornale filo kurdo Günlük,che e' stato chiuso recentemente per un mese.L'assemblea ha pubblicato un comunicato stampa per portare la propria critica alle attuazioni del sistema giudiziario per sopprimere le opposizioni. L'ultima punizione per il giornale quotidiano e' una delle vie per battere la soluzione.Questo e' un periodo in cui il contributo di ognuno e' essenziale e anche considerevole.Tu hai bisogno di essere sensibile rispetto a questo tipo di pratiche,particolarmente in questo tipo di processo.Un altra saggia soluzione sarebbe lontana dalla realta' in questo paese.Il governo deve avere rispetto della liberta' di espressione,cosi come della liberta' di stampa.Questo e' stato detto nel comunicato;il potere deve essere usato per la pace e il dialogo invece di mantenere la guerra.

250 detenuti e 125 arresti in 5 mesi in Batman
10.06.2009 13:32

MEKİYE GÖRENÇ

BATMAN (DİHA) –La polizia di Batman ha  lavorato veramente duro.In cinque mesi ci sono stati 259 detenuti,inclusi anziani,handicappati,bambini,dirigenti e sindaci del DTP.Gli arresti di 125 di questi sono stati criticati dagli attivisti dei diritti umani.
125 attivisti, che hanno mostrato le loro ragioni in modo democratico, sono stati arrestati da Febbraio a Batman.Il responsabile provinciale del DTP di Batman ha criticato la polizia e il sistema giudiziario per non consentire ai cittadini di reagire in modo democratico.Secondo Özcan Erdem,la polizia non tollera nessun tipo di movimento di opposizione nella regione e le attivita' di intimidazione sfruttano le imperfezioni del sistema giudiziario.
Bambini,cittadini,persino persone handicappate,insieme a membri e manager del DTP sono stati arrestati con l'accusa di avere svolto propaganda per un'organizzazione illegale.Ogni tipo di reazionene democratica puo' essere considerata un crimine secondo questo articolo di legge,anche se ci siano o no prove evidenti.
Il sistema democratico non lavora per le opposizioni,specialmente per le opposizioni kurde.Sempre secondo Özcan Erdem,le citate detenzioni sono state tenute in modo arbitrario per minacciare la gente che vuole difendere i propri diritti.Il presidente della sezione dei diritti umani di Batman Osman Künteş,valuta gli ultimi arresti come il prendersi una vendetta per la vittoria del DTP alle ultime elezioni.Inoltre dichiara che il sovraffollamento delle condizioni di prigione non sono appropriate per i detenuti.L'avvocato Mehdi Öztüzün,che era stato uno dei critici,sostiene che la legge e' usata politicamente dal governo in Turchia,in particolar modo a Batman.Ha anche sostenuto interessatamente le persone arrestate generalmente partecipanti alle manifestazioni del DTP.E adesso tutti i partecipanti sono impauriti di essere presi dalla polizia da quando le operazioni  stanno  aumentando nella regione.

Operazioni di detenzione a Kars Van and Kars
10.06.2009 12:32

VAN (DİHA) – 14  studenti di Van e Kars sono stati posti sotto custodia in seguito a perquisizioni della polizia nelle loro abitazioni.La polizia del dipartimento di polizia di Van ha perquisito di alcuni studenti dell'associazione dell'universita' di Van-YODER e posto 10 studenti sotto custodia,mentre la polizia di Kars ha messo sotto custodia 4 studenti dell'associazione dell'universita' di Kars KAU-DER.La autorita'  di Van non hanno diramato nessun comunicato circa le ragioni della detenzione,i cui nomi non sono stati resi noti.I nomi degli studenti di Kars sono:Hüseyin Karakuş, Ahmet Güneş, Mehmet Sait Bayıt e Ömer Keleş.Le ragioni per la loro custodia sono state motivate per avere svolto propaganda per un' organizzazione illegale.

Nessun trattamento per un prigioniero che ha una malattia cardiaca.
09.06.2009 16:51
ANKARA (DİHA)– Cengiz Eker,che e' un prigioniero del PKK da  17 anni nel  carcere di Erzurum di tipo H,non ha ricevuto trattamento sin da quando ha avuto una malattia cardiaca.La famiglia di Ekren sostiene che non vi e' stata nessuna risposta anche se di questa situazione siano state informate tutte le autorita' competenti incluso il ministro della giustizia.
Secondo le affermazioni della famiglia Ekren Cengiz Eke necessita si trattamenti sin da quando tre vene cardiache sono rimaste bloccate.Il fretello di Ekren ha detto che loro avevano chiesto alle autorita' dell'amministrazione della prigione di trasferirlo ad Ankara per poter fornirlgi adeguato trattamento,ma la risposta dell'amministrazione e' stata negativa.
La famiglia si sta rivolgendo all'associazione dei diritti umani(IHD) per chiedere assistenza legale.Secondo il rapporto di IHD,riferito al termine tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2008 ,306 detenuti ammalati inclusi 18 seriamente ammalati sono detenuti in prigione.

5 presone arrestate a Denizli
09.06.2009 16:23

15 persone sono state arrestate a Denizli in seguito a incursioni della polizia nelle abitazioni e nei posti di lavoro.La polizia del gruppo antiterrorismo del dipartimento di Denizli hanno svolto una serie di incursioni nelle case e nei luoghi di lavoro.In conseguenza alle incursioni 15 persone sono state detenute con l'accusa di avere cantato slogan illegali e inviati al dipartimento di polizia di Denizli.

Carri Armati e soldati inviati verso il monte Cudi
09.06.2009 16:32

ŞIRNAK (DİHA) – E' stato comunicato che numerosi carri armati e soldati sono stati inviati al monte Cudi da Silopi,distretto di Sirnak. In conseguenza alle  operazioni militari sui monti di Cudi,Bestler Dereler e Gabar numerosi carri armati e soldati sono stati inviati verso il monte Cudi da Silopi,nel distretto di Sirnak.
L'informazione e' stata ottenuta da testimoni.Scontri armati sono avvenuti tra i guerriglieri del PKK e l'esercito turco.Il monte Cudi e' stato borbardato per tutto il giorno in seguito agli scontri. Si è verificata presenza di fuoco a causa delle bombe gettate sulle montagne.

Il governo e' determinato a costruire la diga anche se i finanziatori si ritirano
23 giugno 2009
AYŞE KARABAT  ANKARA

L'"Iniziativa per mantenere Hasankey" in vita",i cui intenti sono quelli di fermare il progetto della diga di ilisu nei campi umanitari e ambientali,e'  lieta dei segnali che i finanziatori stranieri del progetto ritireranno il loro sostegno,ma e' ancora preoccupata che il governo turco rimane inflessibile sul completamento della diga.

Il progetto della diga di Ilisu,una delle maggiori imprese del Progetto dell'Anatolia del sud-est(Gap),mira a generare energia idroelettrica utilizzando l'acqua del Tigri che scorre attraverso Hasankeyf sulla via per l'Iraq.Il progetto costringera' decine di migliaia di residenti a  delocalizzare e cambiera' drasticamente il paesaggio dell'area.

Almeno il 50 percento della citta' di Hasankeyf,che risale a 12.000 anni fa,verra' sommersa una volta che il progetto verra' realizzato.

"L'iniziativa per mantenere Hasankeyf in vita",che include 37 municipalita',un numero organizzazioni della societa' civile,volontari e sostegno da celebrita' come i cantanti Tarkan e Orhan Gencabay cosi 'come intellettuali come il vincitore del premio Nobel per la pace Orhan Pamuk,sperano  che i tre finanziatori stranieri del progetto da 1.7 miliardi di dollari-cioe' Germania Austria e Svizzera-ritirino il loro supporto dal progetto.L'Iniziativa ha organizzato a lungo campagne a questo fine.

Il quotidiano tedesco Frankfurter Rundschau ha riportato recentemente che il governo tedesco vuole ritirare il suo sostegno.La Germania deve ancora ufficialmente confermare questo.
Una fonte diplomatica ha indicato che gli esperti dei tre paesi hanno recentemente visitato l'area e preparato un report sul progetto.

"Questi giorni sono giorni decisivi,ma una decisione non e' ancora stata presa" la fonte diplomatica ha indicato che qualsiasi sia la conclusione sara'una decisione comune dei tre paesi.
La costruzione della diga di Ilisu e' iniziata il 5 agosto 2006 sotto il consorzio di Ilisu,con la cooperazione di Svizzera,Germania Austria e l'autorita' turca dei lavori dell'acqua(DSI).Il maggiore ostacolo e' venuto quando i sottoscrittori hanno chiesto alla Turchia di indirizzare le preoccupazioni ambientali e umanitarie e di stabilire i 153 criteri coinvolgenti l'ambiente,la ricollocazione,l'eredita' culturale e gli stati confinanti.I tre paesi avevano ordinato la sospensione della diga per 180 giorni,che termineranno il 7 luglio.

"Noi conosciamo che il report degli esperti sottolineano il fatto che e' impossibile spostare Hasankeyf" e che questo ha fatto  che i governi in  in questione hanno deciso  di ritirare il loro supporto dal progetto"ha sostenuto in comunicato rilasciato lunedi da "Iniziativa per mantenere Hasankeyf in vita",aggiungendo che loro sono contenti di sentire questa decisione.

Prima del report del ritiro  della Germania,l'Iniziativa ha inviato una lettera la scorsa settimana ai tre governi e ai loro vari ministri,sostenendo che se i finanziatori stranieri si ritirassero,la Turchia sara' incapace di completare il progetto.

il governo turco,pero',e' veramente intenzionato a completare il progetto.Questo e' molto evidente dal comunicato del ministro dell'Ambiente e delle Foreste Veysel Erdoğlu."Noi aspetteremo sino al 7 luglio ma se non riceveremo nessun prestito,noi continueremo con il progetto usando i nostri stessi mezzi" ha aggiunto accusando l'Iniziativa contro il progetto della diga di ilisu di esagerare il bisogno di finanziatori stranieri.
Egli ha rivendicato che il progetto mira anche a proteggere l'eredita' culturale di Hasankeyf e che 25 miliardi di euro saranno spesi per fare solo questo.Nel frattempo il governo turco sta pianificando di tenere un'innovativa cerimonia per la "nuova Hasankeyf"il 30 luglio.

Una delle portavoce di "Iniziativa per mantenere Hasankey,İpek Taşli,ha dichiarato che da ora la loro lotta vuole entrare in una nuova fase e che sara' probabilmente molto piu' difficoltosa.
Il governo tentera' di completare il progetto attraverso i propri mezzi,e questo significhera' che non ascolteranno o non cercheranno di adempiere a nessun criterio, ma continueranno a lottare
Lei ha sottolineato che come Iniziativa non hanno ancora deciso la loro nuova strategia,ma molto probabilmente loro continueranno i loro sforzi per avere inclusa Hasankeyf nella lista dei patrimoni mondiali dell'Unesco. Mentre solo uno dei dieci criteri sui  siti patrimoni mondiali dell'Unesco necessita di essere soddisfatto per l'inclusione nella lista,Hasankeyf ne soddisfa dieci.

 


di Orsola Casagrande
pubblicato il 26 agosto 2009

La proposta Ocalan in mano alle autorità turche

Questa mattina gli avvocati del presidente del Pkk Abdullah Ocalan si sono recati all’isola di Imrali, dove sorge il carcere in cui è rinchiuso – unico prigioniero – il leader kurdo. C’era grande attesa per questo colloquio, anche perchè Ocalan avrebbe dovuto consegnare ai suoi legali la road map, la proposta di pace scritta in questi mesi. Il colloquio c’è stato, ma la road map, ha detto Ocalan, è già stata consegnata, il 20 agosto scorso, alle autorità del carcere e quindi a quelle giudiziarie. Come ogni documento scritto da Ocalan, anche questo deve passare sotto l’attento scrutinio delle autorità.

Gli avvocati al termine del colloquio hanno tenuto una breve conferenza stampa per confermare che la road map è ora in mano delle autorità turche e per ribadire che già domani faranno richiesta per ottenere il documento. Intanto il governo turco, attraverso opportune indiscrezioni fatte trapelare ad arte alla stampa, ha cominciato a rendere più concreta la sua ‘iniziativa’. Quella che all’inizio era stata definita dallo stesso premier Erdogan ‘iniziativa kurda’, in questi giorni è stata ribattezzata ‘iniziativa democratica’. Che la strada per un qualunque processo negoziale in Turchia sarà tutta in salita era facile prevederlo. Ma a leggere alcuni dei punti dell’iniziativa governativa viene il sospetto che le cose saranno ancora più complesse del previsto. Dieci finora, stando alle indiscrezioni di stampa, i punti su cui il governo ha trovato accordo. In sintesi estrema: il governo unitario della Turchia verrà salvaguardato; sarà possibile fare lavoro politico in kurdo; i kurdi potranno studiare la loro lingua madre; sarà permesso parlare in kurdo in carcere; si potranno riutilizzare i nomi originali in kurdo delle località; verranno aperti istituti kurdi; i minori non saranno classificati come terroristi; sarà elaborata una legge di ‘pentimento attivo’; saranno reato i crimini legati all’odio razziale; i kurdi saranno liberi di esprimere la loro lingua, cultura ecc.

In altre parole è evidente che fin qui il governo si è limitato a preparare un pacchetto di proposte che riguarda essenzialmente il rispetto dei diritti basilari. Più interessante il commento del comandante delle forze armate, İlker Başbuğ. Finora infatti l’esercito aveva taciuto. Nel suo comunicato, il capo delle forze armate dice che “l’esercito non accetterà mai un cambiamento alla struttura di stato-nazione, o stato unitario, per alcun motivo”. Accennando all’iniziativa del governo, il capo militare ha aggiunto che “come espresso nell’articolo 3 della Costituzione, che non può essere cambiata, la Turchia è uno stato singolo e indivisibile. La sua lingua è il turco. Le forze armate turche sostengono lo stato nazione e l’unità del paese”. Concludendo, Başbuğ sottolinea che “le forze armate rispettano le differenze culturali. Tuttavia non ritengono possibile che le differenze culturali vengano politicizzate diventanto elementi di identità politica di una parte della società all’interno della Costituzione”.

Insomma, la lunga e difficile strada verso una soluzione negoziata del conflitto in Turchia è appena cominciata.


 


 


 


 

 

KCK: ALL’OPINIONE PUBBLICA

Presidenza del Consiglio Direttivo del KCK 16.10.2009

Nell’incontro del 9 ottobre 2009 il Presidente Abdullah Ocalan ha sottolineato che nella soluzione della questione Kurda si assiste ad un momento di blocco sia per quanto che riguarda  i metodi militari che per quelli  politici. Per superare il blocco che esiste nella sfera politica e per aprire le vie della soluzione democratica della questione kurda, il Presidente Ocalan ha fatto un appello al nostro movimento di riutilizzare lo strumento dei gruppi di pace. Questo appello che ieri è stato diffuso dalla stampa è stato accolto dal nostro movimento. Nello stesso momento diverse proposte ed idee che sono state presentate dai nostri amici saranno realizzate. Abbiamo quindi deciso di mandare tre diversi gruppi di pace in Turchia.
 
Uno da Qandil, uno dal campo di Mahmura ed uno dall’Europa. Lo scopo di questi gruppi di pace è di fare un passo avanti nella democratizzazione e pacificazione della Turchia, di ammorbidire la durezza che c’è e creare una atmosfera adatta alla costruzione di un clima di pace. Questo appello, che il nostro Presidente ha fatto, nello stesso momento è rivolto anche allo Stato turco,. Noi, per quello che ci compete   faremo di tutto per soddisfare la richiesta dell’appello. La nostra sincerità nella soluzione democratica e pacifica è totale e metteremo ancora una volta in campo la nostra insistenza e decisione.

Questo nostro atteggiamento è causato dal senso di responsabilità nei confronti dei nostri popoli e di un senso responsabilità verso una libera convivenza. Noi speriamo che questi passi possano contribuire a creare degli sviluppi positivi. Dopo tanto tempo, per l’ennesima volta il Presidente Ocalan è stato nuovamente obbligato all’isolamento, le operazioni militari stanno continuando, i politici kurdi ancora vengono arrestati e continuamente calunniati con accuse infamanti, le forze interne ed esterne che non hanno interesse affinché una soluzione democratica venga trovata, lo trovano, invece, nello scontro e stanno facendo delle provocazioni. Come si è visto a Çaldıran ancora continuano le uccisioni ignote.

Nello stesso tempo, come nel caso di Ceylan Onkol, ci sono assassinii che rimangono impuniti, sui quali si mantiene un atteggiamento  molto irresponsabile da parte della Procura della Repubblica che si rifiuta di indagare sul caso“Non è morta per un colpo di mortaio, non abbiamo responsabilità”. In un ambiente così, la nostra decisione di mandare gruppi di pace deve essere valutata in modo giusto. Noi con questo atteggiamento cerchiamo di superare la mentalità di coloro che vogliono bloccare e stanno bloccando il percorso di pace. Stiamo dalla parte delle popolazioni che veramente vogliono una soluzione democratica. Il nostro movimento il 13 aprile ha preso la decisione di dichiarare un unilaterale periodo di “non azione” al quale il governo della Repubblica turca ha dato diversi nomi. In questo momento questo percorso sembra soffocato.

Nonostante tutte le dichiarazioni dei dirigenti dell’AKP la strada verso una risoluzione si sta restringendo, rischiando di causare gravi danni e  pericoli. Comportamenti non responsabili hanno portato il percorso di pace ad essere sabotato, gli stessi comportamento che gradualmente lo stanno mettendo in pericolo. Con questa azione il nostro vero obbiettivo è di fermare nuovi scontri che possono creare altre perdite di vite umane. Tutte le parti che vogliono la pace e la democrazia devono contribuire per poter superare queste momento che sta lentamente soffocando il percorso verso la pace. Dentro il paese come all’estero, l’opinione democratica e pacifica, come chi vuole stabilità devono contribuire a questo percorso e prendere la responsabilità che gli compete.

Chiediamo all’opinione pubblica kurda di capire bene il senso di questa iniziativa, parteciparvi ed accogliere i gruppi di pace come ambasciatori di pace per dimostrare la volontà del popolo al percorso della soluzione democratica. A tutto il popolo del Kurdistan diciamo che non è questo il momento di ammorbidirci, siamo di fronte al bivio di un percorso molto critico. Senza mettere in discussione la sua autodifesa, con manifestazioni popolari forti, deve dimostrare la sua contrarietà alla guerra e a chi vuole la guerra, alzare la voce della pace e lottare per la pace.
Chiamiamo tutte le organizzazioni democratiche in Turchia ed in Kurdistan affinché questi gruppi di pace che organizzeremo possano avere successo per aprire la strada della pace.



La Road Map di Ocalan ostruita dal clima inclemente

A causa del clima inclemente gli avvocati di Ocalan non hanno avuto il permesso di visitarlo sull'isola di Imrali.
Bursa - BİA News Center 12 mercoledi 12 agosto 2009

Secondo l'agenzia Firat News Agency agli avvocati dell'imprigionato leader del PKK Abdullah Ocalan non e' stato consentito di visitarlo oggi.Gli avvocati della compagnia legale Asrin sono andati al commando di genadrmeria di Gemlik la mattina presto,ma il cattivo tempo e' stata citata come ragione per non permettere loro di passare all'isola del carcere di Imrali.
Agli avvocati  Ömer Güneş, Aydın Oruç, Asya Ülker e Serkan Akbaşü sono ora autorizzati a visitare Ocalan il Venerdì, 14 agosto.
Si prevede che la Road Map di Ocalan per la soluzione della questione kurda sara' annunciata il 15 agosto.
Il quotidiano Radikal ha riportato che ci sono piani per la road map per annunciarla ad Eruh,un distretto nella provincia di Sirnak nel luogo della prima operazione armata del Pkk il 15 agosto 1984.

La Road Map di Ocalan sara' annunciata nel luogo del primo attacco del PKK

Il leader del terrorista Partito dei lavoratori del Kurdistan,che sta scontando una pena all'ergastolo sull'isola di Imrali nel mare di Marmara al largo della costa di Istanbul,si sta preparando ad annunciare una road map per la soluzione della questione kurda nel distretto di Eruh di Siirt,il luogo dell'attacco che ha avviato la campagna sanguinaria del PKK 25 anni fa.
L'annuncio di Ocalan,atteso di essere rilasciato dai suoi avocati ad Eruh il 15 agosto,il 25esimo anniversario dell'attacco di Eruh,incuderanno espressioni che sono vicine ad una scusa.La dichiarazione sostengono alcune fonti, includeranno anche un'autocritica.
Il governo aveva annunciato due settimane fa che avrebbe girato il cambio sulla questione kurda,quando il Ministro degli Interni Atalay ha dichiarato una nuova iniziativa che include l'estensione
dei diritti e delle liberta' sara' intrapreso.
Mentre il governo non ha ancora fornito i dettagli,passi successivi come l'estensione dell'uso della lingua curda in varie sfere cosi come il ripristino dei vecchi nomi dei luoghi,saranno parte del pacchetto,che vari rappresentanti del governo hanno suggerito.
Öcalan sta facendo tentativi di divenire parte di questo processo nuovo.Fonti hanno rivelato che nell' ultimo incontro con i suoi avvocati,Ocalan ha sostenuto di voler dare agli avvocati la versione finale del testo oggi,chiedendo loro di annunciarlo pubblicamente il 15 agosto.
Gli avvocati programmano di deliberare il messaggio di Ocalan al primo festival della Natura e delle arti Culturali organizzato dalla municipalita' del distretto,il cui sindaco che e' un membro del Partito Democratico della Societa'.(DTP).
Gli avvocati di Ocalan hanno parlato con vari intellettuali,scrittori e rappresentanti di varie organizzazioni della societa' civile. in accordo con la richiesta del loro cliente verso la preparazione della road map del leader del Pkk.
Gli avvocati hanno intervistato 55 individui e hanno inviato le trascrizioni-per un totale di 86 ore di incontri-a Ocalan che ha plasmato il proprio testo alla luce dei suggerimenti.Fonti sostengono che il testo,fatto di quattro paragrafi,estende il sostegno all'iniziativa del governo.
Il capo dell'orgazizzazione criminale elenca il ragionamento dietro alla sua dichiarazione nel capitolo introduttivo,dove i suoi suggerimenti per una soluzione sono elencati sotto i titoli:"Principi","un modello di soluzione" e "principi della pace".

12 Agosto 2009 mercoledi
HABIB GÜLER  ANKARA

L'opposizione turca respinge le trattative per una riforma kurda

I principali partiti turchi di opposizione hanno respinto la richiesta del governo per le trattative per indirizzare la questione di vecchia data sulla minoranza kurda,lo hanno sostenuto i leader dei partiti  mercoledi,in un apparente colpo all'iniziativa.
Il governo vuole consensi su come risolvere un problema marcio che ha alimentato un conflitto vecchio di 25 anni tra lo stato Turco e la guerriglia separatista in cui 40.000 persone sono state uccise. Risolvendo la questione kurda,particolarmente dando ampi diritti alla minoranza etnica,e' anche strettamente legata al tentativo della Turchia per diventare membro dell'Unione Europea.
Il presidente Erdogan ha fatto un nuovo appello alle opposizioni mercoledi per la cooperazione su questo tema."Non chiudete le vostre porte a questo progetto di unita' nazionale,venite e permettete che questo accada insieme",ha dichiarato ai suoi deputati del AKP in parlamento.
Erdogan ha sostenuto la scorsa settimana che spera per l'iniziativa che e' stata potenziata dalla sua trattativa con Ahmet Turk,che dirige l'unico partito kurdo in parlamento,il Partito Democratico della Societa'(DTP).
Il Ministro dell'Interno Besir Atalay e' stato Martedi al fine di tenere colloqui con Amhet Turk.Funzionari del partito di opposizione Il Partito Repubblicano del Popolo (CHP) e il Partito del Movimento Nazionale(MHP) hanno dichiarato che respingono  simili richieste di trattativa.
I leader dei partiti hanno reiterato la loro posizione Mercoledi.
"E totalmente chiaro che la Turchia sta per portare uno sviluppo del separatismo,del conflitto e della divisione"ha dichiarato il leader del MHP  Devlet Bahceli in una conferenza stampa.

UNITA NAZIONALE

l'estrema destra del MHP e' fortemente oppositrice delle riforme politiche e culturali Kurde,vedendo queste mosse come una minaccia all'unita' nazionale del paese.Il leader del CHP  Deniz Baykal ha dichiarato che il governo deve fornire dettagli sull'iniziativa.
"Non e' possibile avanzare questa richiesta attraverso parole vaghe e politiche generiche."Loro devono dire esattamente che cosa vogliono"ha dichiarato Baykal in un discorso davanti ai deputati del suo partito.I due piccoli partiti hanno concordato di incontrare il ministro.
Il ministro dell'interno sta lavorando ad un piano insieme ai militari e le autorita' dell'intelligence,ma il governo non ha ancora annunciato alcun dettaglio.Il governo di Erdogan ha fatto piccoli passi come lanciando il canale televisivo kurdo,per aumentare i diritti culturali per i 12 milioni di kurdi,parzialmente di fronte alle pressioni dell'UE.
Ma il DTP,che ha un forte supporto tra i kurdi e' di fronte al tentativo della corte di chiusura per presunti collegamenti con i ribelli del Partito dei Lavoratori del Kurdistan(PKK),cerca di piu riforme politiche di lontano raggiungimento.
Il DTP cerca una limitata autonomia per i kurdi di Turchia nel sud est a maggioranza kurda,cosi come un'amnistia per i ribelli del Pkk e emendamenti per proteggere i diritti kurdi.
Il Pkk che ha imbracciato le armi contro lo stato turco nel 1984 per ritagliarsi la loro terramadre nel sud est del paese,e' considerato un'organizzazione terroristica dalla Turchia,L'Unione Europea
e dagli stati Uniti.
In anni recenti loro hanno annacquato le loro richieste cercando l'autonomia per i kurdi nel sud est.Aumentando i diritti per la minoranza kurda di Turchia e terminando il conflitto armato significherebbe aumentare significativamente la sicurezza regionale,dare maggiori investimenti nel sud est e aumentare le opportunita' di adesione all'Unione Europea.

Reuters

 

 


La Turchia offre acqua per la repressione Irachena sui ribelli Kurdi

Importanti sviluppi si affacciano all’orizzonte della Questione Kurda in Turchia, importanti sviluppi che possono forse eserse passi in avanti sul difficilissimo cammino della pace. Su iniziativa di Ocalan e’ stato nuovamente deciso dal PKK di inviare in Turchia dei “Gruppi di Pace”, i quali, come gia’ avvenuto nel 1999, si consegneranno spontaneamente allo Stato turco per auspicare l’inizio di un dialogo di pace.
L’iniziativa di Ocalan muove dalla considerazione che il tiepido clima di dialogo iniziato nell’estate e’ giunto ad una fase bloccata, e mira a sbloccare tale situazione. I tre gruppi saranno inviati prestissimo: il loro arrivo e’ atteso fra due giorni, il 19 ottobre, a Silopi, dove il DTP e’ pronto ad accoglierli; essi saranno formati da militanti provenienti sia dal Monte Qandil, sia dal Campo di Maxmur (in Irak), sia dall’Europa.
La precedente iniziativa dell’invio dei “Gruppi di Pace” era avvenuta nel 1999: a settembre il primo, ad ottobre il secondo; i loro componenti
erano stati tutti arretati e processati (uno mori’ in carcere) ma ora sono in liberta’: una componente del primo gruppo, Yüksel Genç, ha scritto nel 2006 uno stimolante libro-diario, ”Barışa Tutunmak”, cioe’ “Aggrapparsi alla Pace".

Segue qui il Comunicato del KCK "3 Gruppi per la Pace"

KCK: "3 Gruppi per la Pace"

Presidenza del Consiglio Direttivo del KCK 16.10.2009-"Nell’incontro del 9 ottobre 2009 il Presidente Abdullah Ocalan ha sottolineato che nella soluzione della questione Kurda si assiste ad un momento di blocco sia per quanto che riguarda  i metodi militari che per quelli  politici. Per superare il blocco che esiste nella sfera politica e per aprire le vie della soluzione democratica della questione kurda, il Presidente Ocalan ha fatto un appello al nostro movimento di riutilizzare lo strumento dei gruppi di pace. Questo appello che ieri è stato diffuso dalla stampa è stato accolto dal nostro movimento. Nello stesso momento diverse proposte ed idee che sono state presentate dai nostri amici saranno realizzate. Abbiamo quindi deciso di mandare tre diversi gruppi di pace in Turchia."
"Uno da Qandil, uno dal campo di Mahmura ed uno dall’Europa. Lo scopo di questi gruppi di pace è di fare un passo avanti nella democratizzazione e pacificazione della Turchia, di ammorbidire la durezza che c’è e creare una atmosfera adatta alla costruzione di un clima di pace. Questo appello, che il nostro Presidente ha fatto, nello stesso momento è rivolto anche allo Stato turco,. Noi, per quello che ci compete   faremo di tutto per soddisfare la richiesta dell’appello. La nostra sincerità nella soluzione democratica e pacifica è totale e metteremo ancora una volta in campo la nostra insistenza e decisione.