LA TRANSUMANZA: ANTICA PRATICA APPENNINICA

In Lunigiana, terra di confine tra Toscana, Liguria ed Emilia, il tempo sembra essersi fermato: tra i borghi d’Appennino e le campagne rigogliose, ancora oggi ci sono persone impegnate con grande passione in antichi mestieri. Nonostante la forte industrializzazione del dopoguerra abbia causato un lento ed inesorabile abbondano delle campagne, con la conseguente decadenza di tradizioni rurali e il progressivo allontanarsi da uno stile di vita agreste, in certi angoli di Lunigiana è ancora possibile vedere le pecore e le mucche attraversare la strada, guidate da cani da pastore e da conduzione, dirette verso i pascoli di altura.

La transumanza in Lunigiana

Tra i mestieri più diffusi, in questo territorio, un tempo vi era senza dubbio quello del pastore, antico e nobile ruolo che comportava, e comporta tuttora, grandi rinunce e sacrifici. Non ce ne sono più tantissimi, ma alcuni pastori lunigianesi resistono allo scorrere del tempo. Nelle campagne, con l’arrivo dell’estate, i pastori preparavano le greggi ad intraprendere la Transumanza, un’antichissima pratica di migrazione stagionale del bestiame lungo sentieri tortuosi, per allontanarsi dal caldo del fondovalle e raggiungere le alture e i pascoli freschi.

Per sua stessa definizione, il termine Transumanza, di derivazione latina (trans – humus), fonde insieme il concetto di attraversamento (Trans) con quello di terra, suolo (humus). Transumanza evoca il rumore degli zoccoli dei capi di bestiame che si muovono lungo antichi percorsi, attraversati nei secoli da pellegrini, soldati, mercanti che necessitavano di valicare l’Appennino. Ancora oggi, in alcune aree della Riserva di Biosfera MAB UNESCO dell’Appennino Tosco Emiliano, uomini e donne, nonostante mille difficoltà, portano avanti la tradizione della pastorizia e conducono le greggi in transumanza nei mesi estivi, vivendo a contatto con la natura e gli animali.  Anche i pastori moderni soggiornano nelle capanne, attrezzate con fornelli, utensili e piccoli generatori elettrici per meglio rispondere alle necessità del XXI secolo.

Giovani pastori in Appennino

Cristina Mariotti e Franco Piagneri Seratti rappresentano l’ultima generazione dei pastori lunigianesi proveniente dalla Valdantena. Ogni anno, con l’arrivo della bella stagione, Franco e Cristina spostano i loro animali da Versola, piccolo borgo rurale ai piedi dell’Appennino Pontremolese, verso i Prati di Logarghena a Filattiera, una delle aree ambientali di maggiore interesse all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, ai piedi delle vette dei monti Marmagna e Orsaro.
Franco e Cristina, soci di lavoro, hanno deciso di abbandonare la vita cittadina (lui pontremolese, lei bolognese), e di rifugiarsi tra i monti di Lunigiana per condurre una vita bucolica, lontano dallo sviluppo tecnologico.


Testo: Mattia Olivieri
Immagine: Lunigiana World
Il testo di questo articolo è stato realizzato da Farfalle in Cammino per MAB Biosfera UNESCO www.mabappennino.it